Uncem: una riforma per i Segretari comunali per salvare i piccoli comuni e le aree montane
L’Uncem presenta un piano per trasformare i Segretari comunali in “manager pubblici” del territorio. Tra le proposte: deroghe per i piccoli centri, incentivi per le sedi disagiate e gestione dei servizi in pool per superare la carenza di personale.
Il sistema delle Autonomie locali attraversa da tempo una fase di profonda criticità, in particolare per quanto riguarda il funzionamento dei piccoli Enti e delle aree montane. Le difficoltà principali risiedono nella carenza di personale qualificato e nelle complessità legate all’immissione in servizio dei nuovi Segretari comunali. Per rispondere a questa emergenza, l’Uncem ha presentato una serie di proposte strategiche volte a evitare paralisi amministrative e a garantire servizi efficienti alle comunità.
Il cuore della proposta Uncem risiede in un cambio di paradigma: i Segretari non devono più essere visti come semplici esegeti della norma, ma come veri e propri “manager pubblici” capaci di orientare finanziamenti e progetti di sviluppo locale. L’idea cardine è quella del lavoro in pool: anziché cercare figure isolate, i Comuni dovrebbero aggregarsi in Unioni o Comunità montane. Un esempio concreto vede dieci Comuni di un’Unione montana serviti da un pool di tre Segretari che operano per l’intero territorio, ottimizzando risorse e competenze.
Per affrontare l’urgenza, Uncem individua alcune necessità immediate:
- Proroga delle deroghe: È richiesto l’efficientamento della norma che consente ai Segretari in fascia iniziale di assumere incarichi in Comuni fino a 5.000 abitanti, per evitare la scopertura improvvisa di molte sedi.
- Valorizzazione dei Vicesegretari: Si propone di permettere l’iscrizione all’Albo nazionale ai vicesegretari con almeno 36 mesi di esperienza che prestino servizio da almeno cinque anni presso un Ente locale.
- Sostegno finanziario: Uncem chiede di stabilizzare e rafforzare il contributo statale per la spesa del Segretario, facendolo confluire nel Fondo di Solidarietà Comunale (FSC).
- Benefit e sedi disagiate: Per contrastare l’alto turnover nelle aree interne, si propone la facoltà di concedere alloggi di servizio gratuiti come strumento di fidelizzazione. Inoltre, si richiede la definizione di criteri oggettivi per riconoscere formalmente le “sedi disagiate”, basati su parametri geografici, demografici e socio-economici.
La riforma non tocca solo l’aspetto operativo, ma punta alla revisione del sistema di accesso alla carriera, che dovrebbe essere equiparato ai concorsi di livello dirigenziale. Secondo l’Uncem, è indispensabile che anche nei centri più piccoli il Segretario possieda elevate competenze manageriali per promuovere forme di gestione associata e superare i campanilismi. In attesa di una revisione organica del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), queste misure sono ritenute urgenti per garantire che nessun Comune resti privo della sua figura apicale di garanzia e legalità.


