Sicurezza sul lavoro: la Granda oltre la media nazionale. Undici le vittime in provincia nel 2025
Nel 2025 la provincia di Cuneo registra un’incidenza di morti sul lavoro superiore alla media nazionale. Secondo l’Osservatorio Vega Engineering sono 11 le vittime, con un indice di 41,9 decessi per milione di occupati, dato che colloca la Granda nella fascia di rischio medio-alta.
I dati aggiornati al 30 novembre 2025 dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering, elaborati su base INAIL e ISTAT, delineano un quadro critico per la provincia di Cuneo sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro.
La Granda si colloca al 28° posto su 105 province italiane nella graduatoria per incidenza di infortuni mortali, con un valore di 41,9 decessi ogni milione di occupati, nettamente superiore alla media nazionale di 30,7.
Nel dettaglio, nel corso del 2025 in provincia di Cuneo si sono registrati:
- 11 infortuni mortali avvenuti in occasione di lavoro, con esclusione degli incidenti in itinere;
- Indice di incidenza pari a 41,9, collocando il territorio in una fascia di rischio superiore alla media italiana;
- 262.600 occupati, base di riferimento utilizzata per il calcolo statistico.
Sebbene il numero assoluto di vittime sia inferiore rispetto alle grandi aree metropolitane, il rapporto con la popolazione occupata restituisce un dato allarmante, che segnala una criticità strutturale.
A livello italiano, la situazione più grave si registra a Brindisi, che guida la classifica con un indice di 85,1 morti per milione di occupati. Cuneo presenta un’incidenza più elevata rispetto a grandi province come Torino (31,3), Milano (19,5) e Roma (19,0), pur con un numero assoluto di decessi inferiore.
All’estremo opposto della graduatoria figura Trieste, che nel periodo considerato non ha registrato alcun infortunio mortale sul lavoro.
I dati, sottolinea l’Osservatorio, riguardano esclusivamente gli incidenti avvenuti durante l’attività lavorativa e riportano al centro il tema della prevenzione, della formazione e del rafforzamento dei controlli nei settori a maggiore rischio, come edilizia, agricoltura e industria.


