Palestina, associazioni chiedono a Gruppo Ferrero chiarimenti sui rapporti economici con Israele
Un’ampia rete di associazioni piemontesi ha inviato a Ferrero una richiesta formale di chiarimenti sulle attività del gruppo in Israele. Nel documento si chiede trasparenza su partnership, forniture e politiche di responsabilità sociale alla luce delle violazioni dei diritti umani nei Territori palestinesi.
Un’ampia rete di associazioni, sindacati e collettivi del Piemonte ha inviato una richiesta formale a Ferrero S.p.A. per ottenere chiarimenti sulle attività economiche e commerciali del gruppo in Israele e sulla posizione dell’azienda rispetto alle violazioni dei diritti umani nei Territori Palestinesi occupati.
La lettera, indirizzata all’Ufficio stampa della multinazionale di Alba, richiama i valori dichiarati da Ferrero nei propri documenti ufficiali, in particolare l’impegno per l’etica, la responsabilità sociale e il rispetto dei principi delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro.
Nel testo si ricorda come il gruppo operi in Israele attraverso la società Ferrero Premium Confectionery C Trading Ltd, con sede a Holon, e come la presenza commerciale nel Paese risalga al 1975, con una struttura locale attiva dal 2016. La presenza è confermata anche dal sito istituzionale e dalle offerte di lavoro pubblicate sulla piattaforma Ferrero Careers.
Alla luce delle recenti prese di posizione di organismi internazionali — tra cui la Corte Penale Internazionale e la Commissione d’Inchiesta indipendente delle Nazioni Unite — le associazioni firmatarie chiedono all’azienda di chiarire se esistano ulteriori partnership con imprese israeliane, accordi di fornitura o di ricerca, o attività in territori considerati occupati secondo il diritto internazionale. Viene inoltre sollecitata la pubblicazione di una policy specifica per la gestione dei rapporti commerciali in contesti di conflitto e di gravi violazioni dei diritti umani.
La richiesta è firmata dalla Rete Cuneese per la Palestina insieme a decine di organizzazioni locali e nazionali, tra cui ANPI, CGIL, Legambiente Langhe e Roero, ACLI Asti, USB Piemonte e diversi coordinamenti locali per Gaza.. I promotori auspicano una risposta ufficiale e si dichiarano disponibili a un confronto costruttivo con l’azienda.


