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Nuovo ospedale di Cuneo, stop agli alibi: “Ora la Regione dica quando partono i lavori”
Mauro Calderoni e Chiara Gribaudo

Dopo il no del Tar al ricorso di Inc Spa, Mauro Calderoni e Chiara Gribaudo chiedono alla Regione Piemonte scelte immediate sul nuovo ospedale di Cuneo: tempi certi, risorse definite e una governance dedicata. “La stagione degli alibi è finita”.

La sentenza del Tar che respinge integralmente il ricorso presentato da Inc Spa segna un punto di svolta nella lunga e travagliata vicenda del nuovo ospedale di Cuneo. Per il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni, si chiude definitivamente “una vicenda giudiziaria che per troppo tempo ha rappresentato il paravento dietro cui si sono nascosti ritardi, incertezze e una evidente mancanza di scelte politiche chiare”.

Una valutazione condivisa anche dalla deputata Chiara Gribaudo, che definisce la decisione dei giudici amministrativi “una notizia importante e positiva” perché restituisce certezza giuridica a un’opera strategica per l’intera provincia. “Proprio per questo – sottolinea – da oggi non esistono più scuse: la stagione degli alibi è finita”.

Secondo Calderoni, il nuovo ospedale rappresenta un hub sanitario di livello provinciale, fondamentale non solo per il capoluogo ma per tutta la Granda e per il diritto alla salute di migliaia di cittadini. “Ogni ulteriore rallentamento non sarebbe più giustificabile e ricadrebbe interamente sulle responsabilità politiche della Giunta regionale”.

I due esponenti dem chiedono ora chiarezza su tempi e modalità di realizzazione. “Dopo anni di annunci e promesse non mantenute – afferma Gribaudo – la Regione Piemonte deve dire quando partono i lavori, con quali risorse, con quali tempi certi e con quali garanzie sul rispetto del cronoprogramma. Tutto il resto sarebbe propaganda”.

Nel mirino anche l’organizzazione della governance. Calderoni parla della necessità di una svolta netta: “È indispensabile una guida stabile e dedicata. L’attuale assetto, che vede il dottor Tranchida dividersi tra Cuneo e Torino, pur nella sua competenza, non è più sostenibile”.

Da qui la richiesta di un confronto pubblico a Cuneo con il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi, insieme alla sindaca Patrizia Manassero e agli amministratori locali. “Non passerelle – conclude Calderoni – ma una vera assunzione pubblica di responsabilità”.

“Ogni giorno perso pesa sui cittadini e sugli operatori sanitari – conclude Gribaudo –. Ora la Regione scelga se realizzare davvero il nuovo ospedale di Cuneo o assumersi la responsabilità di aver tradito un impegno fondamentale per la Granda”.