Nuovo Ospedale di Cuneo: il TAR respinge il ricorso di INC S.p.A. Il Project Financing non è conveniente
Il tribunale amministrativo conferma la legittimità del “no” della Regione Piemonte e dell’Azienda Ospedaliera. I costi dell’opera erano lievitati fino a 605 milioni di euro, rendendo il partenariato pubblico-privato insostenibile rispetto all’appalto tradizionale.
Si chiude, almeno sul fronte amministrativo, la complessa vicenda legale legata alla costruzione del nuovo ospedale di Cuneo tramite partenariato pubblico-privato (PPP). Con la sentenza n. 00008/2026 pubblicata il 10 gennaio 2026, la seconda sezione del TAR Piemonte ha respinto integralmente il ricorso presentato dalla società INC S.p.A. contro il provvedimento di diniego emesso dall’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle.
Al centro della contesa c’era la proposta di project financing presentata da INC S.p.A. nel 2022. Nel corso dell’istruttoria, tuttavia, il progetto ha subito profonde modifiche che hanno portato a un marcato aumento dei costi. Dai 369,4 milioni di euro iniziali, l’investimento complessivo è balzato a 605,71 milioni di euro nell’ultima revisione di aprile 2024.
Parallelamente, è aumentata la richiesta di contributo pubblico a fondo perduto, passata da 121,9 a 216,01 milioni di euro, una cifra che superava ampiamente i 148,8 milioni effettivamente stanziati dalla Regione Piemonte. Proprio l’assenza di copertura finanziaria per la quota pubblica è stata considerata dai giudici una ragione di per sé sufficiente a legittimare il rigetto della proposta.
Un punto cruciale della sentenza riguarda l’analisi di convenienza economica (Value for Money). L’advisor dell’Azienda Ospedaliera, la SDA Bocconi, ha evidenziato come la realizzazione dell’opera tramite appalto tradizionale risulterebbe molto più vantaggiosa per le casse pubbliche. Secondo lo studio, il partenariato proposto avrebbe comportato maggiori oneri per un importo compreso tra gli 81 e i 203 milioni di euro, a seconda dei vari scenari di rischio.
Nonostante la società ricorrente sostenesse la “notoria” convenienza del PPP, il TAR ha ribadito che la scelta dell’amministrazione è frutto di un’ampia discrezionalità tecnica e che il partenariato non può essere considerato a priori preferibile all’appalto classico.
Il tribunale ha inoltre negato il risarcimento del danno richiesto da INC S.p.A., che ammontava a oltre 10,8 milioni di euro per le sole spese di progettazione. I giudici hanno chiarito che, nella fase preliminare di un project financing, il proponente vanta solo una “mera aspettativa di fatto”. Chi presenta un tale progetto si assume il rischio d’impresa che la proposta possa essere giudicata non conforme all’interesse pubblico.
Mentre la battaglia legale volge al termine, la Regione Piemonte ha già tracciato una rotta alternativa. Nel giugno 2025 è stata infatti siglata un’intesa con l’INAIL, che potrebbe finanziare la costruzione del nuovo presidio sanitario per un importo stimato di 410 milioni di euro. La sentenza del TAR conferma che la Regione non è “irrevocabilmente vincolata” a un’unica forma di finanziamento, potendo riconsiderare la fattibilità dell’opera alla luce delle nuove risorse disponibili.





