Disabato (M5S): «La “Stanza dell’Ascolto” è una stanza anti-aborto. Marrone ignora il Tar»
La capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Sarah Disabato attacca l’assessore Marrone per l’annuncio della riapertura della “Stanza dell’Ascolto” all’ospedale Sant’Anna di Torino. Dopo la chiusura sancita dal Tar, M5S parla di propaganda ideologica e chiede a Cirio di intervenire.
«Prosegue la crociata dell’assessore Marrone contro la libertà di scelta delle donne». A dirlo è Sarah Disabato, capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, dopo l’annuncio della pubblicazione dell’avviso pubblico del bando per la riapertura della cosiddetta “Stanza dell’Ascolto” all’ospedale Sant’Anna di Torino.
Secondo Disabato, la decisione arriva nonostante la sentenza del Tar del Piemonte dell’estate scorsa che aveva sancito la chiusura della struttura. Particolarmente criticate dall’esponente pentastellata le parole con cui l’assessore ha accompagnato la notizia – «La vita e la vera libertà alla fine trionfano sempre» – giudicate «ribrezzevoli» perché, a suo avviso, mascherano una visione ideologica e reazionaria.
«Fratelli d’Italia – afferma la capogruppo M5S – chiama “Stanza dell’Ascolto” quella che è, a tutti gli effetti, una stanza anti-aborto». Disabato ricorda inoltre come la sanità pubblica disponga già di professionisti e servizi, dai reparti ospedalieri ai consultori, in grado di accompagnare le donne in percorsi di scelta libera e consapevole.
Da qui l’appello al presidente della Regione Alberto Cirio affinché prenda le distanze da quella che viene definita «propaganda ideologica sulla pelle delle donne». Il Movimento 5 Stelle annuncia infine l’intenzione di valutare «ogni atto possibile» per scongiurare la riapertura della struttura.
La Stanza dell’Ascolto era uno spazio attivato all’interno dell’Ospedale Sant’Anna di Torino, presentato come servizio di supporto e ascolto per le donne in gravidanza che si trovano in una fase di difficoltà o di incertezza. Era stata istituita nel settembre 2024 attraverso una convenzione tra la Città della Salute e della Scienza e l’associazione Centro di Aiuto alla Vita – Movimento per la Vita di Rivoli, realtà di ispirazione cattolica da anni impegnata in attività di contrasto all’interruzione volontaria di gravidanza. Proprio questo aspetto ha reso il progetto fortemente controverso: per una parte del mondo politico e associativo, la presenza di un soggetto apertamente “pro-life” all’interno di un ospedale pubblico rischiava di trasformare il servizio in uno strumento di pressione ideologica contro l’aborto, piuttosto che in un luogo neutro di ascolto.
La questione è approdata al Tar del Piemonte, che ha giudicato illegittima la convenzione non per motivi etici o di principio, ma per vizi tecnici e procedurali nell’affidamento del servizio, stabilendo di fatto la chiusura dell’esperienza nelle forme in cui era stata avviata. Ora il nuovo bando per assegnare una nuova convenzione e le proteste delle opposizioni.





