A Saluzzo Libera accende i riflettori sul gioco d’azzardo: presentato il dossier “Azzardomafie”
Salone degli Specchi gremito per l’incontro promosso da Libera sul gioco d’azzardo e le sue connessioni con le mafie. Presentati i dati del dossier “Azzardomafie”: numeri allarmanti, rischi sociali e sanitari, e l’appello a regole più stringenti.
Saluzzo. Un Salone degli Specchi gremito e attento ha fatto da cornice, il 15 gennaio scorso, all’incontro promosso dal presidio di Libera “C.A. Dalla Chiesa” di Saluzzo, in collaborazione con il Consorzio Monviso Solidale e con il Comune. All’evento, dedicato all’analisi del fenomeno del gioco d’azzardo e delle sue connessioni con la criminalità organizzata, ha partecipato anche l’assessore alle politiche sociali Fiammetta Rosso.
A moderare l’incontro è stata Francesca Galliano, referente del presidio locale di Libera. Relatrici Maria José Fava, componente della direzione nazionale di Libera e tra le autrici del dossier presentato, Marianna Peotta del Serd (Servizio dipendenze dell’Asl) ed Elena Pagnoni, operatrice della Caritas.
“Azzardomafie – Numeri, storie, affari del Paese tra gioco legale e gioco criminale” è il titolo del dossier frutto di un lavoro lungo e articolato, che fotografa una situazione allarmante. In Italia si giocano d’azzardo oltre 157 miliardi di euro all’anno: 9 miliardi in Piemonte e circa 24 milioni nel Saluzzese. Nel 2025 almeno 18 milioni di italiani hanno giocato, mentre 3 milioni sono considerati giocatori patologici. «Un meccanismo, legale o illegale, che continua a speculare sulla vita delle persone, dimenticando che dietro ogni slot o piattaforma online ci sono storie di fragilità e famiglie che si spezzano nel silenzio», sottolinea don Luigi Ciotti.
Per le mafie, il gioco d’azzardo rappresenta una fonte sicura di profitti, alimentata da riciclaggio di denaro, estorsioni, usura, truffe allo Stato e investimenti tramite società apparentemente “pulite”. Da qui l’appello di Libera per un intervento strutturale: più poteri a Comuni e Regioni nella regolamentazione delle sale gioco, nessun ampliamento dell’offerta e l’eliminazione totale della pubblicità.
La dottoressa Marianna Peotta ha evidenziato l’importanza della prevenzione delle ludopatie, forme di gioco compulsivo dominate dal cosiddetto “pensiero magico” della vincita. L’uso di sostanze stupefacenti, ha spiegato, può favorire situazioni di gioco individuale o di gruppo, aggravate da fragilità psicologiche.
Elena Pagnoni ha invece posto l’attenzione sulla marginalità sociale, in particolare dei migranti, spesso più esposti al gioco d’azzardo a causa della carenza di strumenti relazionali e culturali, oltre che di solitudine e precarietà.
Un quadro complesso e preoccupante che ha suscitato interesse e numerosi interventi dal pubblico. All’incontro hanno partecipato anche alcuni studenti dell’Istituto superiore “Denina-Pellico-Rivoira”, da anni socio di Libera e impegnato nel Progetto Legalità, inserito nei percorsi di Educazione civica.
Il dossier “Azzardomafie” è disponibile per il download sul sito www.libera.it.



