Il ricercatore bovesano Giovanni Bianco, insegnante in congedo, che si è dato a raccogliere memoria locale, attraverso immagini di qualità, montate con estrema cura, e tanta musica, propone una nuova opera. Il nuovo appuntamento è per la sera di domenica 25 gennaio, alle 21, nel Salone dell’Asilo di Rivoira di Boves, con ingresso libero, sui “Panatè ‘d Boves”, Panettieri di Boves.
Il video è di novantacinque minuti, girato tra l’aprile ed il dicembre scorsi, 2025.
Il regista presenta così l’opera:
«È un lavoro nobile, un mestiere antico, passione di famiglia, con un futuro in grande trasformazione. Si segue l’attività dalla coltivazione e mietitura del grano, alla trasformazione in farina e cottura nel forno. Le interviste sono intervallate da immagini con sottofondo musicale di percorsi in Valle Colla, a piedi e mountain bike, che sottolineano la bellezza del territorio ma anche le variabili del cambiamento climatico in corso. Purtroppo non sono pervenute adesioni di fornai casalinghi, “di pan ‘d ca”. Sono quindi state riportate cinque testimonianze registrate negli anni scorsi. Si susseguono Franca con Elisa Bonelli (Panetteria B&B), Beppe Bruno con Simona, Eldo Beccaria con Juan, Daniela, Enrica (Panetteria Beccaria), Mario Giordano con Irma e Hadiou (Panetteria di Mario e Irma), Elio Bottero (Robilante passione mugnaio), Matteo Viale (Rivoira coltivatore grano), Piero Rigucci (Presidente Associazione Autonoma Panificatori Cuneo), Stefano Pellegrino (storico boscaiolo e allevatore d’alpeggio con stalla in San Giacomo). Il plauso e ringraziamento vada a tutti coloro che hanno partecipato, ma soltanto tre panetterie, su sei attive, hanno aderito all’iniziativa».
Come sempre l’autore presenta anche tutto in video in maniera dettagliata.
«15 giugno – introduzione con “Musica in montagna” la “Taurinense” a Castellar, organizzata da Proloco. Franca Andreis Bonelli classe 1940, 29 aprile – Ricorda l’inizio con il papà di Albino, Cesare, un carattere d’oro; i due fratelli Ettore e Albino hanno imparato da lui. Nel 1958 si sposa con Albino e da allora lavora in negozio, a volte con l’aiuto di mamma. Successivamente i fratelli si dividono, Cesare in Piazza Italia e gli sposi in via Tecco fino ad oggi. Entrambi negozi con forno a legna, Dalle frazioni ci portavano le fascine. Poi subentrano le figlie Elide ed Elisa, quando la prima si sposa resta Elisa fino ad oggi. Fondamentale il contributo del fornaio Beppe fino ad oggi. Purtroppo nel 2006, troppo presto Albino è morto a soli settantaquattro anni.
Le testimonianze dei fornai sono state registrate nei “pastin” in orario notturno di lavoro. Beppe Bruno, classe 1957, registrazione del 19 giugno, fornaio, originario di Frabosa Sottana, impara il mestiere a Mondovì. Albino viene a cercarlo e si trasferisce a Boves nel 1976. “Dopo Elide è arrivata Elisa e abbiamo sempre lavorato insieme fino ad oggi. Il lavoro è cambiato perché è cambiato il modo di mangiare, meno pane e più derivati, cambiate le farine perché cambiato il grano e il clima, sono continui adattamenti. E’ un lavoro duro, tutte le mattine alle 4, se però hai la passione si può fare, lo rifarei di nuovo”.
Elisa Bonelli, 16 luglio, è arrivata in negozio nel 2000, prima come segretaria, con la volontà di continuare il lavoro di papà. Ho cercato di imparare e l’amicizia della gente mi ha aiutato. L’augurio è di continuare, purtroppo non si concretizza e il forno chiude il 31 ottobre. (tempestiva la registrazione).
Eldo Beccaria, classe 1962, è con Daniela, Enrica e Juan, dal Perù, la registrazione è del 9 luglio.
“Papà con suo fratello erano panettieri a Dronero, in Via Brofferio, poi si sono divisi e lui compra negozio con forno a legna, in Corso Bisalta. Portava il pane a San Giacomo, in moto con la ‘gurbina’ a spalle, allora c’era tanta gente in montagna, ci portavano le fascine per il forno. Ho cominciato con lui a quattordici anni, mi seguiva con attenzione, non sgridava mai. È morto nel 2005. Ho continuato con l’aiuto di mamma, mia sorella e, poi, dal 1981, con mia moglie Daniela. Mi piace perché lavoriamo con le nostre mani, il sorriso e due chiacchiere in amicizia. Ogni anno festeggiamo il santo patrono, Sant’Omobono (quello di sarti ed affini)… Il nostro libro ha centocinquanta anni di vita (rimasto nascosto!). Importante è l’aiuto di Juan, dal Perù, da diciotto anni è con noi, ma è fondamentale non cambiare linea… A Boves ‘se t più n ghignun, pos sarè negosi’ (‘se ti prendono in antipatia puoi chiudere il negozio’), è un gran bel lavoro, molto impegnativo, ma si può fare!”.
Mario Giordano, classe 1965, registrazione del 30 agosto, è con Irma ed il giovane Hadiou. Apprendista a quattordici anni a Fontanelle, nella seconda panetteria, oggi scomparsa, a sedici anni è a Cuneo, in Corso Nizza, e successivamente a Boves, da Albino Bonelli. Nel 1991 rileva la panetteria e forno di “Nale” e qui continua fino ad oggi. Nel 2002 arriva Irma, in novembre… “Nevicava, non ho mai visto tanta neve, per fortuna il calore dei bovesani mi ha incoraggiata…”… Apprendista è il giovane Hadiou, dal Burkina Faso, ex Alto Volta, cuore dell’Africa, dopo aver seguito i corsi di scuola media per adulti di Cuneo (CPIA, ex “Centocinquanta ore”).
Mario ricorda la storia di famiglia contadina a Sant’Anna e la voglia di fare il panettiere; un lavoro difficile per l’orario, il clima che cambia, i gusti sempre nuovi, “Ma fare il pane con le mani mi piace sempre, mi piacciono le cose semplici e la lievitazione lenta, naturale; utilizzo ancora pale e paline acquistate da Ansaldi. Ho fatto un corso con esame per ospitare giovani apprendisti, Hadiou è uno di questi”.
Matteo Viale, classe1968, coltivatore di grano, il 16 luglio, fa filmare le mietitura (trattore di Peveragno) a Madonna Boschi, a fianco del Santuario, e a San Mauro. “Nonostante la siccità qui a Boves il grano non ha patito ed è buona la qualità. Un tempo tutte le cascine avevano più campi di grano, oggi soltanto quattro-cinque in tutto… Non conviene, il pane è caro ma il grano viene pagato poco. Tanti contributi arrivano ai pannelli solari nei campi, non alle coltivazioni”. Graziana Pellegrino a San Giacomo cuoce il pane nel vecchio forno (registrazione del 15 gennaio 2012).
Elio Bottero, classe 1955, a Robilante, il 21 settembre: professione meccanico ha recuperato e restaurato un mulino casalingo in ghisa, macina il grano acquistato da Matteo e cuoce il pane nel forno costruito con le proprie mani, una vera meraviglia! “Pan ‘d ca”, “Pane di casa”: Albert Giuliano (grande fisarmonicista, classe 1959, purtroppo scomparso nl 2022) è al forno con gli amici di Tet Lice, a Rivoira di Boves.
Piero Rigucci, presidente della “Associazione Autonoma Panificatori”, nella sede di Cuneo, ricorda la figura del padre Aldo, il fondatore (nel 1958). Originario di Dronero, panetteria in Corso IV Novembre, illustra la sua storia, pubblicata nel 1967 sul “Tupunin” (“Panetto”) il notiziario della Associazione; manifesti e foto ricordano l’avvenimento, con il trasferimento, nel 1978, in Lungostura.
“Io ho iniziato a dargli una mano, poi sono subentrato, ufficialmente, nel 1994. Negli anni Sessanta in Provincia c’erano milletrecento panettieri, oggi siamo trecentocinquanta, un calo drastico, dovuto alla grande distribuzione, alle spese ingenti per aprire un forno, alla cattiva informazione, alla educazione alimentare, all’orario pesante… Anche i mulini sono spariti, son rimaste solo le grandi aziende… Importante oggi è difendere la qualità del prodotto e del lavoro; fare il pane è faticoso ma può dare grandi soddisfazioni!”.
Poi vi son immagini di lavori d’autunno, di fine alpeggio in pianura, di trinciatura del mais a Mellana e Sant’Anna, di aratura e semina del grano a Boves e San Mauro. Il terzo inserimento di “Pan ‘d ca” ha protagonista Celestino Pellegrino, l’ultimo mugnaio al “Meniot”, nel 2012. Immagini d’ambiente in Bisalta son con la prima neve di novembre scorso…
Il “Quarto inserinento” è per il forno di Vallone Francia, con Michelino Pellegrino e la figlia Giuseppina, nel 2015. Il “quinto” è dei fratelli Dalmasso, Tunin e Giusep, Antonio e Giuseppe, a Vallone Gina, nel 2018.
Il finale è con sottofondo della indimenticabile “Corale bovesana” di Pierino Vallauri, che saluta tutti i protagonisti di oggi e di ieri».