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Psicologia delle Cure Primarie, la Regione assicura la continuità nel 2026
La consigliera regionale AVS Giulia Marro

La Giunta regionale garantisce la prosecuzione nel 2026 del progetto “Psicologia delle Cure Primarie” con una proroga fino al nuovo finanziamento. Impegno accolto dopo il Question Time di Giulia Marro (AVS), per evitare interruzioni dei percorsi e la sospensione del servizio.

Torino. Nel corso della seduta di ieri del Consiglio regionale, la consigliera Giulia Marro (AVS) ha presentato un Question Time per chiedere alla Giunta di garantire la prosecuzione e il rifinanziamento del progetto “Psicologia delle Cure Primarie” oltre il 31 dicembre 2025, termine dell’attuale copertura finanziaria.

La risposta dell’Assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi ha sciolto i nodi principali: nel 2026 la Giunta garantirà la continuità del progetto attraverso una proroga del servizio, in attesa del nuovo finanziamento, così da evitare interruzioni dei percorsi di cura e la sospensione delle attività nelle ASL.

Avviato in Piemonte a marzo 2023, il progetto consente l’accesso a un primo supporto psicologico su prescrizione del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta, con interventi di valutazione, sostegno e, se necessario, invio ai servizi specialistici. Secondo i dati regionali, nei primi 22 mesi di attività oltre 7.000 persone hanno usufruito del servizio, per quasi 39.000 prestazioni complessive, confermando l’efficacia di un presidio territoriale capace di intercettare precocemente il disagio.

Un’esigenza resa ancora più evidente dai numeri: in Piemonte il 58% delle persone si dichiara molto o abbastanza preoccupato per il proprio benessere psicologico e l’82% non ha mai usufruito di un supporto, con criticità accentuate tra giovani e giovani adulti.

«La conferma del rifinanziamento è un passaggio importante – ha dichiarato Marro – ma ora servono risorse certe e un’integrazione stabile con Case della Comunità e servizi territoriali, superando la logica delle proroghe». Sulla stessa linea Alice Ravinale (AVS), che sottolinea il carico sui CSM: oltre 70.000 ore di straordinari negli ultimi tre anni. «L’obiettivo – afferma – deve essere rendere strutturale la psicologia delle cure primarie, per ridurre le liste d’attesa e rafforzare la prevenzione».