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Piano socio-sanitario, AVS all’attacco: “Migliorato ma non conforme alla legge, la legalità vale a fasi alterne”
Alice Ravinale e Giulia Marro di AVS

Il Consiglio regionale approva il nuovo Piano socio-sanitario dopo dieci anni. AVS riconosce i miglioramenti introdotti grazie ad audizioni ed emendamenti, ma denuncia gravi mancanze rispetto alla legge regionale: assenti risorse certe e indicatori di valutazione.

Torino. Il nuovo Piano socio-sanitario regionale, approvato ieri dal Consiglio del Piemonte a dieci anni dall’ultimo documento di programmazione, incassa un giudizio solo parzialmente positivo da Alleanza Verdi Sinistra. Secondo AVS, il testo finale è certamente migliore della versione iniziale che la Giunta Cirio, con gli assessori Riboldi e Marrone, avrebbe voluto approvare in estate, “in fretta e furia”.

Un miglioramento ottenuto – sottolineano – grazie al ciclo di audizioni sul territorio, richiesto dalle opposizioni, e al lavoro sugli emendamenti svolto in Commissione e in Aula. Tuttavia, restano criticità ritenute sostanziali.

Nel mirino c’è il rispetto della legge regionale 18/2007, che disciplina il Piano socio-sanitario e che all’articolo 12 prevede esplicitamente l’indicazione delle risorse umane e finanziarie e dei metodi e indicatori di valutazione del sistema sanitario. Elementi che, secondo AVS, mancano ancora nel documento approvato.

«È esattamente ciò che abbiamo chiesto per mesi – attaccano le consigliere – e che è stato evidenziato anche nelle audizioni più critiche, liquidate dalla maggioranza con atteggiamenti intimidatori. Dovrebbero avere il coraggio di chiedere scusa».

Da qui l’affondo politico: la Giunta, accusano da AVS, invoca la legalità in modo selettivo, arrivando a varare leggi ad hoc per bloccare iniziative del Comune di Torino, ma disattendendo le proprie norme su un tema cruciale come la sanità. «Prendiamo atto – concludono polemicamente – che per la destra anche le leggi regionali valgono solo fino a un certo punto».