Logo

Questa mattina l’inaugurazione ad Asti e a Cherasco. Cirio: “un lavoro lungo e difficile”. Secondo il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi “è la fine dell’isolamento della Granda”

A partire dalle 10.30 di domani (martedì 30 dicembre), l’autostrada A33 Asti–Cuneo sarà interamente percorribile lungo tutto il suo tracciato, da un capoluogo di provincia all’altro. Un momento storico, dunque, per un’infrastruttura di cui si parla da decenni il cui tracciato complessivo si sviluppa per circa 90 chilometri, articolati in due tronchi principali interconnessi all’autostrada A6 Torino–Savona, e che connette l’autostrada A21 Torino–Piacenza–Brescia con l’area cuneese.

Domani dunque i primi transiti con, in questa prima fase, il tratto tra lo svincolo Alba Ovest e Cherasco che sarà percorribile gratuitamente fino all’entrata in esercizio a piena capacità dell’infrastruttura, mentre in un breve tratto prima di Cherasco si viaggerà su una carreggiata unica, in entrambe le direzioni.

Ricordiamo che i lavori dell’A33 hanno preso avvio alla fine degli anni Novanta e si sono sviluppati per fasi successive, con l’apertura progressiva dei diversi lotti tra il 2005 e il 2012. La realizzazione dell’ultimo tratto (Alba Ovest – Cherasco), dal valore di circa 220 milioni di euro, ha rappresentato il passaggio più complesso dell’intero progetto, sia sotto il profilo tecnico sia autorizzativo. Il traffico è stato aperto in 15 mesi grazie al lavoro di 400 operatori, 15 aziende e 130 fornitori.

Questa matina la cerimonia di inaugurazione ad Asti e a Cherasco dove, all’Hotel Porta delle Langhe, dopo l’inno di Mameli e la benedizione del vescovo della diocesi di Alba Monsignor Marco Brunetti, si sono succeduti gli interventi dei relatori.

Dopo gli assessori Marco Gabusi ed Enrico Bussalino (“La A33 non è soltanto un’opera viaria: è un asse strategico che rafforza la competitività del nostro sistema produttivo, sostiene il comparto agricolo e manifatturiero e contribuisce a colmare un divario infrastrutturale storico che ha penalizzato questo territorio per troppo tempo”) ha preso la parola il presidente della provincia di Cuneo Luca Robaldo che ha ringraziato Giovanni Quaglia (presente in sala) per il lavoro svolto in 17 anni di presidenza della Provincia e il suo predecessore Federico Borgna (presente anche lui). Robaldo ha ringraziato anche gli uffici e i dipendenti di una Provincia che, dopo la riforma Delrio, hanno continuato a lavorare in stretta sintonia con la Regione ottenendo importanti risultati: “La Provincia è viva e lotta insieme a noi”.

Dopo il presidente della provincia di Asti Maurizio Rasero, che ha ringraziato per il lavoro svolto i suoi tre predecessori sottolineando la strategicità di un’opera a lungo attesa che dimostra la caparbietà degli amministratori della nostra regione, ha parlato Bernardo Magrì, Amministratore Delegato di Asti-Cuneo. “Non è giusto festeggiare – ha detto – visto il lungo tempo necessario per ottenere una infrastruttura del territorio, consideato che è dal 1985 che si parla di Asti-Cuneo. Però non posso che essere felice anche perchè si tratta della prima opera realizzata in Italia attraverso il “cross-financing”, una formula oggi talmente utilizzata da essere entrata nel codice degli appalti. Capisco le proteste e la delusione per la lunga attesa. però non posso non apprezzare tutto il lavoro che è stato fatto da tutti quelli che hanno lavorato con noi a questa iniziativa: su tutti Ministero, Regione, Provincia e sindaci del territorio”.

Conclusioni affidate ad Alberto Cirio e Edoardo Rixi. «Nel 2019, quando sono diventato presidente, mancavano autorizzazioni, risorse e un progetto realizzabile per gli ultimi due lotti. Oggi, sei anni dopo, siamo qui e l’autostrada è finalmente aperta. Abbiamo lavorato tutti insieme per raggiungere questo obiettivo che sana una ferita e dota questo territorio di un’infrastruttura che aspettiamo da decenni e che i nostri cittadini e le nostre imprese meritano”, ha detto il governatore della Regione Piemonte. Di “svolta storica” ha invece parlato il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti che ritiene che “il completamento dell’Asti–Cuneo chiude una ferita infrastrutturale durata oltre 30 anni e restituisce continuità a un territorio produttivo strategico. In termini economici significa collegare stabilmente il sistema cuneese ai porti liguri e ai corridoi europei, con effetti diretti su competitività, logistica, turismo e occupazione – dichiara il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi – È la fine dell’isolamento della Granda”.

“L’intervento – spiega Regione Piemonte in una nota – ha privilegiato soluzioni green: sono stati utilizzati nella lavorazione del manto stradale materiali riciclati e fresature a freddo. Inoltre, è stata realizzata un’area umida vicino al torrente Talloria per specie idrofile e un “bat bridge”, integrato con vegetazione specifica, che guida i pipistrelli della colonia protetta di Santa Vittoria d’Alba verso le zone di caccia nella collina di Verduno. Durante i lavori, supervisionati dalla Soprintendenza di Alessandria, Asti e Cuneo, sono emersi reperti straordinari su 150 metri vicino al Ponte Tanaro 4: un insediamento della tarda Età del Bronzo/inizio Età del Ferro (XI-X sec. a.C.) e una necropoli romana del I sec. d.C.Accanto al completamento dell’autostrada, particolare attenzione è stata riservata alle opere complementari e di adduzione, fondamentali per garantire una piena integrazione dell’infrastruttura con la viabilità locale. Attraverso uno specifico Protocollo d’Intesa che verrà sottoscritto tra Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Comuni interessati e la società concessionaria sono stati definiti interventi mirati a migliorare i collegamenti con i caselli di Alba Ovest e Cherasco, a rafforzare la sicurezza stradale e a ridurre l’impatto del traffico sui centri abitati. Le opere previste comprendono l’adeguamento e la realizzazione di tratti strategici della rete provinciale, nuove interconnessioni con l’autostrada, varianti viarie, un nuovo ponte sul Tanaro, percorsi ciclopedonali e interventi di messa in sicurezza idraulica. Un insieme di interventi che accompagna il completamento della A33 e ne amplifica i benefici, rispondendo alle esigenze dei territori”.

KEY NUMBERS DEL PROGETTO (ultimo lotto, Alba Ovest- Cherasco):

  • Gruppo ASTM: ITINERA (General Contractor), SINA (Direzione Lavori, prove laboratori, collaudo statico).

  • Aziende coinvolte: 15 aziende in cantiere, 130 fornitori.

  • Tipologia intervento: completamento dell’ultimo lotto che collega lo svincolo di Alba Ovest a quello di Cherasco, finalizzando l’autostrada Asti-Cuneo tra Marene (A6) e Asti Est (A21).

  • Durata lavori: ridotta da 30 mesi a circa 15 mesi.

  • Inizio dei lavori: settembre 2024.

  • Investimento complessivo della tratta Alba Ovest- Cherasco: 220 milioni di euro.

  • Attualmente lavorano in cantiere: ~400 persone ogni giorno.

  • Tracciato in costruzione: ~5 km.

  • Pali fondazione: 35.500 m.

  • Scavi: 600.000 mc.

  • Conglomerati bituminosi: 85.000 ton.

  • Acciaio armatura: 9.700.000 kg.

  • Acciaio carpenteria: 5.000.000 kg.

  • Calcestruzzo: 63.800 mc.

I tempi di realizzazione dell’ultimo lotto, Alba Ovest – Cherasco:

  • novembre 2023 (attività propedeutiche)

  • settembre 2024 (consegna definitiva dei lavori)

  • dicembre 2025 (completamento funzionale)