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Ex Ilva, la Regione: «Ripartenza di Novi Ligure è un segnale di speranza. Subito anche per Racconigi»
Un momento dell'incontro di ieri al Mimit con il ministro Urso

La Regione Piemonte accoglie con ottimismo la ripresa delle attività nello stabilimento ex Ilva di Novi Ligure: 384 lavoratori tornano in produzione da lunedì. Cirio, Chiorino e Bussalino: «Segnale importante, ora impegno massimo anche per Racconigi e per l’intero comparto dell’acciaio».

La Regione Piemonte guarda con favore al superamento dell’ipotesi di stop degli impianti del Nord dell’ex Ilva e alla conseguente ripresa della produzione nello stabilimento di Novi Ligure, dove 384 lavoratori potranno tornare in attività già da lunedì.

«È un segnale importante per il Piemonte, per lo stabilimento di Novi Ligure e per i nostri lavoratori» dichiarano il presidente della Regione Alberto Cirio, il vicepresidente e assessore al Lavoro Elena Chiorino e l’assessore alle Infrastrutture strategiche e alla Logistica Enrico Bussalino, presente a Roma per il tavolo ex Ilva riunitosi ieri, venerdì 28 novembre, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy alla presenza del ministro Adolfo Urso.

«In un momento di difficoltà accogliamo con piacere ogni segnale di speranza: la ripartenza di Novi Ligure rappresenta una boccata d’ossigeno per centinaia di famiglie, ma anche la conferma che il dialogo istituzionale non si è mai fermato. Lo stesso dialogo che porteremo avanti per tenere alta l’attenzione sul sito di Racconigi e tutelare l’indotto dell’acciaio» spiegano i rappresentanti della Regione.

Torino evidenzia inoltre l’importanza dell’impegno del Governo e del ministro Urso, che ha annunciato l’arrivo imminente di passaggi decisivi nelle negoziazioni con i soggetti interessati. Una fase decisiva non solo per definire il futuro degli stabilimenti italiani – con particolare attenzione a Novi Ligure e Racconigi, considerati prioritari – ma anche per valutare le opportunità offerte dal pacchetto REsource EU per la salvaguardia dell’acciaio e dalla revisione del meccanismo CBAM.

«Ringraziamo il Governo per l’impegno profuso in una situazione estremamente delicata – proseguono Cirio, Chiorino e Bussalino –. Il Piemonte continuerà a chiedere con forza che la vendita del gruppo sia unitaria, per garantire la tutela complessiva dell’asset strategico dell’acciaio. Allo stesso tempo, auspichiamo che i soggetti interessati all’acquisizione presentino al più presto un piano industriale chiaro e concreto, capace di tutelare i livelli occupazionali e assicurare stabilità al comparto».

La Regione ribadisce infine che dietro ogni lavoratore ci sono famiglie e comunità coinvolte: «Il nostro impegno per una soluzione positiva e duratura sarà costante e determinato. Siamo pronti a collaborare su ogni aspetto di nostra competenza, affinché si possano trovare soluzioni di continuità industriale, indispensabili per una reale ripartenza del settore dell’acciaio».