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Cuneo, il 28 novembre lo sciopero generale: “Blocchiamo tutto per cambiare tutto”

Il 28 novembre Cuneo scende in piazza per lo sciopero generale convocato da CUB e USB, con ritrovo alle 9.30 in Piazza Europa, ribattezzata Piazza Palestina. Al centro: guerra in Medio Oriente, tagli alla spesa sociale, aumento delle spese militari e difesa dei diritti di lavoratori e studenti.

Cuneo si prepara a una nuova grande mobilitazione. Venerdì 28 novembre, con ritrovo alle 9.30 in piazza Europa (ribattezzata Piazza Palestina), sindacati di base, associazioni, movimenti studenteschi e realtà civiche scenderanno in piazza nell’ambito dello sciopero generale nazionale promosso da CUB e USB. Una protesta che intreccia temi internazionali e locali, unendo la difesa dei diritti dei lavoratori alla denuncia del conflitto in Medio Oriente e delle politiche economiche del governo. Al centro dell’iniziativa lo slogan già emerso nelle piazze degli ultimi mesi: “Blocchiamo tutto per cambiare tutto”.

Nel lungo appello che accompagna la giornata di sciopero, le realtà promotrici denunciano «la finanziaria del governo Meloni come una finanziaria di guerra», che aumenterebbe la spesa militare «fino al 5% del Pil» riducendo, al contrario, le risorse destinate a sanità, scuola, welfare e diritti sociali. Il conflitto in Medio Oriente è un altro dei punti centrali della mobilitazione. Secondo i promotori «la guerra non è lontana, entra nelle nostre vite, nelle buste paga, nei tagli ai servizi e nella precarietà crescente». La manifestazione si inserisce così nel solco delle iniziative di solidarietà verso il popolo palestinese, che nelle settimane scorse hanno portato in piazza migliaia di persone anche nella Granda.

Accanto alle rivendicazioni internazionali, lo sciopero punta l’attenzione sulle condizioni di lavoro: salari fermi, precarietà, sicurezza e diritto a un reddito dignitoso. Le sigle della mobilitazione chiedono un salario minimo legale, l’indicizzazione degli stipendi all’aumento reale dei prezzi, più tutele nei luoghi di lavoro e investimenti pubblici nei servizi essenziali. «Oggi più che mai – si legge nell’appello – il compito del sindacalismo conflittuale e delle realtà sociali è unire le lotte: quelle dei lavoratori, degli studenti, contro la guerra e contro lo smantellamento dei diritti».

Molte le adesioni locali, che confermano la volontà di costruire una mobilitazione ampia e intergenerazionale. Tra queste:
CUB Cuneo e provincia, USB, Non Una di Meno, Potere al Popolo, Cuneo per Gaza, Comunità Islamica di Cuneo, Fridays for Future, Rifondazione Comunista, AVS, Unione Inquilini, Siamo Marea, Circolo Rosa Luxemburg, diverse realtà studentesche e associazioni sociali della provincia. La lista è in aggiornamento e gli organizzatori invitano gruppi, associazioni e singoli cittadini ad aderire tramite gli indirizzi e-mail dedicati.

Il corteo partirà alle 9.30 da piazza Europa-Palestina. L’invito è rivolto «a tutte le organizzazioni politiche, sociali e di movimento» e alla cittadinanza, con l’obiettivo di costruire «un fronte sociale e politico capace di incidere realmente sulle scelte del governo».

Sciopero del 28 novembre