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Scontro in Consiglio sulla gestione del disagio in Via Bongiovanni
La sala scommesse Goldbet in Via Sobrero

In Consiglio comunale acceso confronto sul quartiere di Via Bongiovanni, tra degrado, centro d’accoglienza e sala scommesse. L’amministrazione annuncia un nuovo centro servizi entro il 2026 per ridurre le criticità e rispondere alle preoccupazioni dei residenti.

Cuneo. La questione del degrado urbano e della gestione dei soggetti emarginati, in particolare nell’area circostante il centro di accoglienza della Croce Rossa in Via Bongiovanni, è stata oggetto di confronto nel Consiglio Comunale di lunedì 27 ottobre, evidenziando una profonda spaccatura tra maggioranza e opposizione riguardo all’efficacia delle politiche di sicurezza e inclusione sociale.

L’attenzione sul quartiere è stata sollevata dall’interpellanza presentata dalla Consigliera Mavy Civallero (Siamo Cuneo), che ha riportato le crescenti lamentele dei residenti. La zona, in prossimità di un  polo scolastico e sportivo, è descritta come teatro di un “forte degrado” e di un “grave abbandono e di mancanza di sicurezza”.

La consigliera ha sottolineato che i soggetti che attendono l’accesso alla struttura della Croce Rossa si assembrano sui marciapiedi e nei pressi di aree sensibili (parchi giochi, porticati di palazzi), degenerando in litigi e atti di inciviltà, compreso l’utilizzo della via come “un vero e proprio bagno a cielo aperto”. Questa situazione, giudicata “inaccettabile”, alimenta la preoccupazione dei cittadini, che si sentono “abbandonati dalle istituzioni” al punto che alcuni starebbero valutando l’organizzazione di “ronde private”.

La discussione ha toccato anche la presenza della sala scommesse Goldbet in Via Sobrero, che, secondo i residenti, è diventata un ulteriore punto di ritrovo per soggetti problematici. La Consigliera Civallero si è interrogata sulla legittimità dell’apertura, data la vicinanza a luoghi sensibili come le scuole.

Intervenendo sulla questione, il consigliere Giuseppe Lauria (Movimento Indipendenza!) ha aggiunto che, sebbene la normativa precedente limitasse l’apertura delle sale giochi vicino ai luoghi di culto o alle scuole, le attuali leggi non impongono più l’oscuramento dei vetri delle stesse, rendendo la ludopatia visibile e quasi uno “stimolo”.

La risposta è stata doppia: per la parte dell’accoglienza dei migranti e della Croce Rossa è intervenuta l’assessora Olivero e per la parte della sala scommesse il vice-sindaco Serale.

L’Assessora Paola Olivero ha precisato che, secondo i report settimanali, la permanenza media nel dormitorio di Via Bongiovanni è di circa 53 persone, con due posti che risultano “non saturi completamente” ogni notte. L’aumento dell’offerta, tuttavia, può portare a un aumento della domanda, con persone che arrivano anche da fuori città.

Per affrontare le criticità diurne dell’area, l’amministrazione comunale e il Consorzio socioassistenziale stanno lavorando alla realizzazione di un nuovo centro servizi, finanziato con fondi PNRR e la cui conclusione è prevista per la primavera/estate del 2026. Questo centro non aumenterà i posti letto, ma fornirà servizi essenziali diurni, tra cui bagni, docce, deposito bagagli e un presidio sanitario. Inoltre, l’ingresso del dormitorio della Croce Rossa verrà spostato in Via Gobetti per alleggerire la pressione sui residenti della zona attuale.

Il Vicesindaco Luca Serale, da parte  sua, ha detto che l’apertura della sala scommesse non è di competenza SUAP (Sportello Unico Attività Produttive), ma è autorizzata dalla Questura per la parte dell’Ordine pubblico e dalla Agenzia Dogane Monopoli (ADM) per la parte del gioco. L’attività è legittima e, se rispetta le distanze e le prescrizioni normative (Legge Regionale 19/2021), il Comune non può intervenire per dislocarla o chiederne la chiusura.