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Pronto Soccorso, ANAAO Piemonte: “Dopo tre mesi nessun cambiamento”
Il pronto soccorso di Cuneo

Il sindacato dei medici ospedalieri denuncia l’assenza di risultati dopo le promesse della Regione sull’umanizzazione dei Pronto Soccorso e segnala tre nuove aggressioni al personale sanitario torinese.

A tre mesi dalle dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, che il 17 giugno aveva promesso Pronto Soccorso “più rapidi, accoglienti e con maggiori informazioni per una presa in carico globale della persona”, l’ANAAO Assomed Piemonte denuncia l’assenza di risultati concreti e il perdurare delle criticità.

Nel mirino del sindacato dei medici ospedalieri la mancata attuazione della DGR 10-1244/2025, che prevedeva un piano di miglioramento del sistema dell’emergenza-urgenza. “A distanza di tre mesi – scrivono i referenti regionali Matteo Traversa e Chiara Rivetti – nulla di quanto annunciato si è concretizzato. Gli operatori non hanno ricevuto alcuna comunicazione sull’attuazione dei 70 requisiti previsti, né sono stati condivisi Piani aziendali, cronoprogrammi o indicatori di monitoraggio”.

Il documento denuncia inoltre tre nuove gravi aggressioni avvenute nei Pronto Soccorso torinesi negli ultimi giorni, episodi che confermano – secondo ANAAO – la fragilità di un sistema “che espone i professionisti a rischi inaccettabili” e alimenta la “diaspora di medici e infermieri dal settore dell’emergenza”.

Il sindacato chiede ora azioni immediate e verificabili, tra cui: la convocazione entro sette giorni di un tavolo con Regione, Direzioni aziendali e organizzazioni sindacali per definire un cronoprogramma pubblico di attuazione della delibera regionale; la pubblicazione dei piani aziendali di miglioramento e il monitoraggio trimestrale dei progressi; misure concrete di sicurezza per prevenire le aggressioni, con procedure di allerta rapida e supporto psicologico per gli operatori coinvolti; una comunicazione chiara agli utenti sui tempi e le modalità di accesso ai servizi, per rendere effettiva la “attesa attiva” promessa a giugno.

“Umanizzare significa mettere le persone nelle condizioni di curare e di essere curate in sicurezza – sottolineano Traversa e Rivetti –. Le parole del 17 giugno sono rimaste sul tavolo: ora servono atti, date e responsabilità”.

ANAAO Assomed Piemonte ribadisce la disponibilità a collaborare con la Regione, ma chiede risposte tempestive e misurabili, dopo mesi di annunci rimasti senza seguito.