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Global Sumud Flotilla, ancora detenuto l’attivista braidese Abderrahmane Amajou
Abderrahmane Amajou

Rilasciati e deportati a Istanbul 137 attivisti fermati da Israele. Tajani: «Liberati 26 italiani, altri 15 saranno espulsi la prossima settimana».

L’esercito israeliano ha rilasciato 137 attivisti della Global Sumud Flotilla, l’iniziativa navale che aveva tentato di rompere il blocco marittimo imposto a Gaza, ed espulsi dal Paese a bordo di un volo diretto a Istanbul. Fra loro anche 26 italiani, come confermato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha aggiunto: «Altri 15 connazionali sono ancora detenuti in Israele e saranno espulsi la prossima settimana».

La flottiglia, composta da oltre 400 attivisti provenienti da più di quaranta Paesi, era stata intercettata giovedì scorso dalla marina israeliana e condotta al porto di Ashdod. Successivamente gli attivisti sono stati rinchiusi nel carcere di Ketziot, nel deserto del Negev, e sottoposti – secondo numerose testimonianze – a trattamenti duri, privazioni e umiliazioni.

Fra coloro che non hanno ancora fatto ritorno in Italia c’è il braidese Abderrahmane Amajou, presidente di ActionAid Italia, da anni impegnato sul fronte dell’attivismo civile e sociale. La sua detenzione continua a destare forte preoccupazione. «Non sappiamo ancora quando rientrerà in Italia – scrive ActionAid sul proprio sito – ma stiamo lavorando con le istituzioni per assicurare il rispetto dei suoi diritti e il suo ritorno a casa».

La vicenda coinvolge anche l’attivista svedese Greta Thunberg, 22 anni, ancora in carcere. Secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri svedese, la giovane avrebbe denunciato condizioni di detenzione precarie, mancanza di acqua e cibo, e persino umiliazioni pubbliche.

A Bra e in tutto il Cuneese cresce l’apprensione per Amajou, figura di riferimento nel mondo associativo. Mentre a livello nazionale ActionAid invita alla mobilitazione e chiede giustizia per gli attivisti, la comunità braidese con il sindaco Gianni Fogliato in testa segue la vicenda e attende con speranza il ritorno del suo concittadino.