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Scuole insicure: edifici vecchi e spesso fuori norma anche in provincia di Cuneo?
Il liceo classico di Alba

Il 90% degli edifici scolastici italiani non è in regola con le certificazioni di sicurezza. Strutture vecchie e fondi insufficienti mettono a rischio studenti e personale. Com’è la situazione in Granda?

Cuneo – Con la riapertura delle scuole, oltre sette milioni di studenti italiani torneranno a vivere per circa mille ore l’anno dentro i 40 mila edifici scolastici statali. Ma la domanda è inevitabile: sono luoghi sicuri?
Secondo l’ultimo dossier di Tuttoscuola, la risposta è allarmante: 9 edifici scolastici su 10 risultano privi di almeno una delle cinque certificazioni fondamentali (agibilità, prevenzione incendi, omologazione della centrale termica, piano di evacuazione e documento di valutazione dei rischi). In Italia sono 36.088 gli edifici “irregolari”, mentre 3.588 scuole (quasi il 10% del totale) non dispongono di nessuna certificazione. Il Piemonte ha 3.254 edifici di cui 81 (pari al 2,5%) non hanno neppure una delle cinque  certificazioni richieste. Il 2,5 per cento è certamente una percentuale minima, ma sono comunque 81 edifici dove entrano ogni mattina dei ragazzi e dei lavoratori.
La Granda, con oltre 80 istituti di istruzione superiore di competenza della Provincia e decine di plessi comunali per infanzia, primaria e secondaria di primo grado, farà forse eccezione? Molti edifici risalgono agli anni ’60 e ’70, quando l’espansione demografica impose costruzioni rapide, spesso senza criteri antisismici né piena rispondenza alle normative di sicurezza odierne.
Il dato più critico riguarda proprio le scuole superiori, competenza della Provincia di Cuneo, che spesso necessitano di interventi strutturali significativi. I sindacati della scuola e le associazioni dei genitori segnalano talvolta problemi legati a impianti elettrici obsoleti, infiltrazioni e barriere architettoniche ancora presenti. Non mancano casi di distacchi di intonaco e crolli parziali – come ad esempio nel 2022 a Borgo San Dalmazzo e nel liceo Gandino di Bra e nel 2024 nel liceo De Amicis di Cuneo – che, pur non provocando gravi conseguenze, testimoniano la fragilità di molte strutture.
In media, gli edifici scolastici italiani hanno quasi 60 anni di età; nella Granda non mancano scuole ospitate in ex conventi, palazzi storici o edifici costruiti nel primo Novecento e successivamente adattati. Si tratta di un patrimonio importante, ma spesso difficile e costoso da mantenere.
Gli enti locali, Comuni e Provincia, denunciano sempre la scarsità di fondi e la lentezza burocratica: “Anche quando le risorse arrivano – spiegano dall’Unione Province Italianepossono trascorrere anni prima che i lavori vengano avviati, con il rischio di perdere finanziamenti già stanziati”.
Il tema della sicurezza scolastica in Piemonte è particolarmente sensibile dopo il crollo del soffitto del liceo Darwin di Rivoli (2008), costato la vita a Vito Scafidi, studente 17enne. A distanza di 17 anni da quella tragedia, la mappa tracciata da Tuttoscuola dimostra come poco sia cambiato.
Oggi famiglie e personale scolastico chiedono risposte concrete, mentre si attendono gli effetti degli investimenti del PNRR, che però, avverte il dossier, potranno portare solo a un miglioramento parziale.
La provincia di Cuneo, forte di una rete scolastica diffusa anche nei piccoli comuni, rischia di pagare un prezzo doppio: da un lato l’età degli edifici, dall’altro la difficoltà di intervento in aree periferiche.
Per garantire che la “seconda casa” di studenti e docenti sia davvero un luogo sicuro, servono programmazione, investimenti certi e procedure snelle. Nel frattempo, il dossier di Tuttoscuola invita le famiglie a chiedere trasparenza: conoscere lo stato di salute delle scuole significa pretendere il rispetto di un diritto fondamentale.
La tabella di Tuttoscuola