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Nuovo Ospedale di Cuneo, si riparte da zero: serviranno altri 8 anni
La sindaca Patrizia Manassero

L’informativa della sindaca Manassero in Consiglio Comunale certifica il fallimento del Partenariato Pubblico-Privato. Si dovrà rifare la progettazione. Il nuovo cronoprogramma indica il 2032 come data di conclusione. Dure critiche dall’opposizione per il “tempo perso”.

Cuneo – La lunga e travagliata vicenda del nuovo ospedale di Cuneo torna al punto di partenza. Dopo anni di attese, progetti e polemiche, il Partenariato Pubblico-Privato (PPP), su cui la Regione Piemonte aveva puntato, è stato ufficialmente archiviato. La notizia è stata confermata dalla sindaca Patrizia Manassero durante un’informativa tenutasi nel Consiglio Comunale del 24 settembre, a seguito di un incontro in Prefettura con l’assessore regionale alla Sanità.
La valutazione del piano economico-finanziario presentato dal privato ha ricevuto un giudizio negativo, in quanto ritenuto “meno vantaggioso rispetto ad altre forme di finanziamento”. Una conclusione che le opposizioni in consiglio rivendicano di aver anticipato da tempo, criticando la scelta di aver percorso una strada che consideravano fin dall’inizio più costosa e non funzionale per l’ambito sanitario.
La nuova strada sarà quella del finanziamento pubblico. La Regione Piemonte ha annunciato lo stanziamento di 410 milioni di euro provenienti da fondi INAIL per la realizzazione dell’opera. Tuttavia, questo cambio di rotta ha una conseguenza inevitabile: l’intero processo di progettazione dovrà essere riavviato. L’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle diventerà la stazione appaltante e dovrà bandire una nuova gara per la progettazione della struttura.
Il nuovo cronoprogramma presentato in Prefettura, definito “molto ottimistico” dalla stessa sindaca, fissa al 2032 la data di conclusione dei lavori. Un orizzonte temporale che ha scatenato la dura reazione delle minoranze. “Sono passati 7 anni e ne passeranno altri 8 prima che questo ospedale possa essere realizzato”, ha tuonato il consigliere Ugo Sturlese, definendo la vicenda una “sconfitta” sia per la Regione che per il Comune di Cuneo.
Il dibattito in aula è stato acceso. L’opposizione ha accusato l’amministrazione comunale di essere stata “sottomessa” e “succube” delle decisioni regionali, senza mai assumere una posizione netta contro il PPP. “Ci saremmo aspettati di vedere il sindaco protestare, alzare la voce, dire che la città è stata presa in giro”, ha affermato il consigliere Giancarlo Boselli. Dalle file della minoranza si è ribadito come la vera priorità debba essere il potenziamento della medicina territoriale e la ristrutturazione dell’ospedale esistente, definito una “ricchezza” per la sua posizione centrale. “La salute è territorio-centrica e non ospedale-centrica”, ha ricordato la consigliera Luciana Toselli, sottolineando le criticità legate alla carenza di personale medico e infermieristico.
La maggioranza ha respinto le accuse, difendendo l’operato della sindaca e sottolineando come la competenza sull’edilizia sanitaria sia esclusivamente regionale. “Il suo è stato un impegno continuo dove non si è mai sottratta al dialogo”, ha dichiarato la consigliera Claudia Carli, ricordando le iniziative e i presidi organizzati dal Partito Democratico per chiedere chiarezza alla giunta Cirio. La sindaca Manassero ha rivendicato il lungo e approfondito lavoro svolto dal Consiglio Comunale negli anni per individuare la collocazione della nuova struttura e ha chiesto di ripartire con un percorso caratterizzato da “massima trasparenza e condivisione”, che includa fin da subito anche i temi della viabilità e della logistica, assenti nel progetto del PPP.
Ora si apre una nuova fase, piena di incognite. Se da un lato il finanziamento pubblico tranquillizza rispetto ai rischi della speculazione privata, dall’altro il riavvio della progettazione e i tempi lunghi previsti preoccupano una città e una provincia che da quasi vent’anni attendono risposte concrete sul loro futuro sanitario.