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Liste d’attesa, Ravinale e Marro (AVS): “Nessun attacco a medici, problema è gestione prenotazioni”
Giulia Marro e Alice Ravinale (AVS)

Le consigliere regionali chiariscono: “Appuntamenti provvisori e oltre i tempi di legge creano smarrimento e spingono i cittadini verso il privato. L’assessore Riboldi dia risposte chiare”.

Torino. «Intanto sgomberiamo il campo da un equivoco: da parte nostra non c’è nessun attacco ai medici, che anzi ringraziamo per il loro lavoro. Il problema riguarda la gestione delle prenotazioni e l’organizzazione del servizio, non certo le prestazioni erogate con grande impegno dal personale sanitario». Lo dichiarano le consigliere regionali di Alleanza Verdi e Sinistra, Alice Ravinale e Giulia Marro, intervenendo sul caso degli appuntamenti “provvisori” nelle liste d’attesa.
Sulle osservazioni dei dirigenti di dipartimento in materia di appropriatezza delle prescrizioni, Ravinale e Marro chiariscono: «Molte delle segnalazioni che ci sono arrivate riguardano semplici ecografie, che non comportano problemi legati alle radiazioni. Inoltre, risultano difficoltà anche per i pazienti oncologici in follow-up, che seguono il PDTA o le indicazioni degli specialisti: in questi casi l’appropriatezza non è in discussione».
Secondo AVS, la questione centrale resta l’effetto di smarrimento creato dal sistema di prenotazioni provvisorie in orari notturni e senza adeguata comunicazione: «I cittadini temono di non riuscire ad accedere a prestazioni spesso urgenti e, quando possono permetterselo, finiscono per rivolgersi alla sanità privata».
Dalle segnalazioni emerge che pazienti con impegnativa in classe B (entro 10 giorni) e in classe D (60 giorni) hanno ricevuto appuntamenti molto oltre i limiti: «Ecografie fissate a 50 giorni in classe B, RMN alla caviglia dopo oltre due mesi sempre in classe B. È evidente che così i pazienti scelgono nel frattempo di rivolgersi al privato».
«Restiamo in attesa di dati certi sul numero di prenotazioni effettuate con questa tecnica e sul loro effettivo utilizzo per valutare lo smaltimento delle liste d’attesa – concludono Ravinale e Marro –. L’assessore Riboldi non può restare in silenzio su questa vicenda».