A Peveragno una panchina rossa “per una parità che non è ancora stata raggiunta”
“La strada da fare è ancora tanta”, ha detto il sindaco Paolo Renaudi che ha citato le 37 donne peveragnesi che tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500 vennero mandate al rogo perchè accusate di stregoneria
Peveragno. “Un simbolo universalmente riconosciuto che ci parla della nostra difficoltà, della fatica con cui cresciamo, cerchiamo di far crescere la nostra civiltà per arrivare un giorno alla vera effettiva parità di diritti e di opportunità per le donne. Una parità che oggi non è ancora stata raggiunta”. Con queste parole, lo scorso sabato 27 settembre, il sindaco Paolo Renaudi ha dato il via alla cerimonia di inaugurazione della “panchina rossa” voluta dall’amministrazione comunale e collocata nella piazzetta della Confraternita.
“La strada da fare è ancora tanta – ha proseguito il sindaco – ma noi vorremmo partire da 500 anni fa quando nelle nostre contrade le donne venivano portate sul rogo in quanto streghe. Donne libere, indipendenti, che non sottostavano alle regole di quel tempo, donne che avevano il coraggio di dimostrare la loro forza e la loro indipendenza: ciò era scomodo ed era così facile accusarle di eresia e di stregoneria. Tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500 a Peveragno 37 donne e un uomo vennero mandati al rogo. L’uomo era un notabile locale che avrebbe potuto assumere una posizione politca importante, le donne invece erane scomode perchè praticavano la medicina, aiutavano le persone in difficoltà, si sentivano libere, e ciò non andava bene”.
Parole che hanno fatto da preambolo alla ideale trasformazione della piazzetta in palco teatrale sul quale la vicesindaca Vilma Ghigo (attrice di teatro dialettale) ha interpretato il ruolo della peveragnese “Agnesina”, che nella trama di una “pièce” teatrale dei Gai Saber pronuncia le sue ultime parole prima di andare al rogo.
Vicesindaca che, proseguendo nella conduzione della cerimonia con la fascia tricolore simbolicamente cedutale dal sindaco nonostante la cosa non fosse tecnicamente corretta, ha introdotto l’intervento di Patrizia Levrone. L’ esponente dell’associazione “Mai + Sole”, oltre a spiegare come operativamente viene svolto il lavoro di sostegno alle donne che ne hanno la necessità, ha ribadito l’importanza del denunciare senza timore le violenze subite, ma anche della necessità di impegnarsi come volontari perchè di casi nuovi la cronaca si arricchisce ogni giorno.

Molte le associazioni locali presenti tra cui la Croce Rossa di Peveragno, la Pro Loco con la presidente Elisa Dalmasso, l’Avis con il presidente Simone Bessone e la sua vice Cristina Musso, e il neonato Comitato Genitori Peveragno (CO.GE.P.) rappresentato dalla presidente Martina Lovera. Presenti anche molti esponenti dell’amministrazione comunale: l’assessore Simone Marchisio oltre ai consiglieri comunali Flavio Battifollo, Silvano Tosello, Marco Peirone e Gloria Gavotto.

Dopo lo scoprimento della panchina, una foto di gruppo rigorosamente ed esclusivamente al femminile ha concluso il momento celebrativo, non prima dell’apposizione sulla panchina di una bandiera della pace, altro simbolo universalmente riconosciuto oggi più che mai d’attualità.







