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Grazie all’iniziativa promossa dal Dipartimento Materno Infantile dell’ASLCN1 con il contributo della Fondazione CRC e la collaborazione della ASD Michelin Sport Club Cuneo, 20 minori con disturbi del neurosviluppo hanno compiuto un importante percorso di avvicinamento al tennis

Cuneo. Con la festa finale dello scorso sabato 27 settembre presso gli impianti sportivi del Michelin Sport Club si è concluso il progetto “PLAYtheGAME: dall’abilità digitale al diritto allo sport inclusivo”, iniziativa promossa dal Dipartimento Materno Infantile dell’ASLCN1 con il contributo della Fondazione CRC (Bando Impegnati nei Diritti) e la collaborazione della ASD Michelin Sport Club Cuneo. L’obiettivo generale del progetto era quello di sostenere il diritto allo sport e all’attività motoria in minori con difficoltà di coordinazione in un quadro clinico di disturbo del neurosviluppo, attraverso l’adozione di percorsi innovativi, dal training digitale alla concreta esperienza sportiva e gruppale.

Così per quasi un anno per un giorno a settimana, una ventina di bambini e ragazzi hanno compiuto un percorso di avvicinamento al tennis prima virtualmente attraverso supporti digitali presso il C.A.S.A. (Centro Autismo e Sindrome di Asperger) di Mondovì e poi direttamente sui campi da tennis del Michelin Sport Club di Cuneo. L’ultimo appuntamento è stato proprio quello dello scorso sabato in cui i giovani atleti di PlaytheGame sono stati impegnati sul campo con maestri di tennis e terapiste della neuro e psicomotricità per la sessione finale dei giochi con premi per tutti.

Nell’adiacente sala conferenze hanno poi portato i loro saluti rappresentanti della Michelin Italiana SPA, della Fondazione CRC e dell’ASLCN1 stessa, tra cui Simone Rossi, direttore della Michelin di Cuneo (vedere video sotto).

Prima dell’aperitivo conclusivo, operatori sanitari hanno illustrato brevemente le premesse ed il senso dell’esperienza progettuale PlaytheGame. Anche le famiglie sono state invitate ad esprimere il loro parere sul progetto così, in rappresentanza dei genitori, due mamme hanno ribadito l’importanza di quanto è stato realizzato e della ricaduta benefica che il percorso ha avuto sui loro figli (vedere video sotto).

“A realizzare questo progetto – conclude la dottoressa Giuliana Delia, neuropsichiatra infantile dell’Asl Cn1 – ci ha portato l’osservazione della nostra esperienza di clinici su come molti bambini che hanno disturbi del neurosviluppo spesso facciano tanta fatica a partecipare ad attività sportive. Le barriere che i nostri ragazzi incontrano in queste situazioni non sono solo fisiche (come la difficoltà rispetto ad altri ad esempio nella coordinazione), ma anche mentali come la pazienza di aspettare un turno o il non arrabbiarsi troppo quando si perde. Per questo quando Fondazione CRC ha proposto un bando che parlava dell’impegno per i diritti, abbiamo pensato di proporre questo progetto che ha alla base il pensiero di far sì che anche bimbi che possono avere difficoltà nei loro percorsi possano davvero partecipare a delle attività sportive perchè lo sport è un diritto di tutti”.