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Cuneo, stretta sugli alcolici: divieto esteso a nuove zone della città per un anno
Polizia locale di Cuneo durante un controllo

Ordinanza in vigore fino al 31 agosto 2026: consumo e vendita limitata nelle aree pubbliche per contrastare degrado e insicurezza. Sanzioni fino a 500 euro per i trasgressori

Cuneo – La sindaca Patrizia Manassero ha firmato una nuova ordinanza che amplia e proroga il divieto di consumo di bevande alcoliche e superalcoliche in luoghi pubblici o ad uso pubblico su tutto il territorio cittadino. Il provvedimento, in vigore fino al 31 agosto 2026, introduce anche il divieto di vendita per asporto dalle ore 19.30 alle 7.00, salvo eccezioni per gli spazi in concessione agli esercizi pubblici (come dehors e aree temporaneamente autorizzate).

L’obiettivo della misura è quello di contrastare episodi di degrado urbano, vandalismi, disturbo della quiete pubblica e bivacco, situazioni segnalate da tempo dalla Polizia Locale e dalla Questura, e già al centro delle riunioni del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica in Prefettura.

L’ordinanza estende il divieto ad alcune aree centrali e strategiche della città, tra cui Piazza Virginio, via Fossano, via Busca, via Caraglio, Largo Caraglio, Piazza Foro Boario (incluse le vie perimetrali), Lungogesso Corso Giovanni XXIII (tra via Mameli e via Toselli), Via della Pieve, via Barbaroux, via Asilo, via Mameli, Piazza Europa e piazza II° Reggimento Alpini.

Confermate anche le aree già soggette alla restrizione: Piazzale della Libertà, zona Movicentro, giardini Fresia, piazza Boves, parco della Resistenza, complesso Agorà, piazza Costituzione, e le principali vie limitrofe coinvolte nelle precedenti ordinanze.

“Nelle aree coinvolte sono state riscontrate situazioni di conflitto e disagio sociale – si legge nell’ordinanza –. La reiterazione delle misure è necessaria per garantire la sicurezza e la vivibilità degli spazi pubblici”. Il Comune precisa che il divieto resterà valido anche durante eventi pubblici e serate a tema, salvo deroghe esplicitamente concesse.

Per chi viola le disposizioni, sono previste sanzioni amministrative da 25 a 500 euro. In caso di reiterazione da parte degli esercizi commerciali, potrà scattare la segnalazione al Questore per la sospensione o revoca della licenza.