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Taser alla Polizia Locale di Fossano: da Cuneo Possibile arrivano le critiche
La polizia locale di Fossano si addestra ad usare il taser

Il coordinamento Cuneo Possibile critica la decisione del sindaco di Fossano, Dario Tallone, di dotare la Polizia Locale di taser. «È una scelta propagandistica che ignora i veri bisogni: sicurezza reale e organici adeguati», afferma il portavoce Gabriele Rosso.

Fossano – «Una smorfia di disgusto, più che di stupore»: con queste parole si apre il comunicato del coordinamento Cuneo Possibile, che prende posizione contro la recente decisione del Comune di Fossano di dotare la Polizia Locale di pistole taser. A firmarlo è il portavoce Gabriele Rosso, che parla apertamente di «orgoglio fuori luogo» da parte del sindaco Dario Tallone.

Fossano diventa così la prima città della provincia di Cuneo a dotare i propri agenti municipali della controversa arma a impulsi elettrici. Una scelta che – secondo Cuneo Possibile – «i cittadini si sarebbero volentieri risparmiati» a fronte di priorità ben più urgenti, come il rispetto degli standard minimi di organico previsti dalla normativa regionale.

La critica si articola su più fronti. Da un lato, il comunicato richiama un recente rapporto di Amnesty International che documenta i rischi fisici gravi legati all’uso dei taser: ferite profonde, crisi epilettiche, ustioni e perfino decessi. «Basterebbe leggerlo per capire la pericolosità dello strumento», scrive Rosso.

Dall’altro, viene sollevata una riflessione più politica e culturale, sulla differenza tra “security” e “safety”: «Molte amministrazioni, come quella fossanese, preferiscono investire sulla sicurezza percepita, dimenticando quella reale». La scelta del taser, insomma, sarebbe figlia di un approccio elettoralistico e di un clima ideologico orientato alla “sicurezza muscolare”, a scapito della prevenzione e del rispetto delle norme.

Proprio sul rispetto delle norme si incentra uno dei punti più critici del documento: Cuneo Possibile denuncia che Fossano non rispetterebbe la Legge Regionale 57/1991, che prevede almeno un agente di Polizia Municipale ogni 1.000 abitanti. «Nessuna legge obbliga a dotarsi di taser», sottolineano, «ma la legge impone un numero minimo di agenti. Perché non si parte da lì?»

Infine, il coordinamento mette in discussione la priorità attribuita all’armamento, rispetto all’incremento del personale, e non manca di collegare l’episodio di Fossano a un trend politico più ampio: «Anche a Cuneo si parla di taser, su proposta della consigliera Mallone (FdI). È la fame securitaria delle destre: propagandistica, miope, e potenzialmente violenta».

Il dibattito è aperto, e la scelta fossanese potrebbe diventare un precedente in tutta la provincia. Ma per Cuneo Possibile la direzione è sbagliata: meno armi, più agenti – e soprattutto più attenzione alla sicurezza vera, quella che tutela tutti.