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Nomina di Erbì nelle Aree Protette Alpi Marittime: il consigliere Gallino diserta il direttivo
Bruno Gallino

Bruno Gallino, rappresentante delle associazioni ambientaliste nel Consiglio Direttivo dell’Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime, non ha partecipato alla prima seduta del 18 luglio 2025.

Nuove tensioni all’interno dell’Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime. In occasione della prima riunione del Consiglio Direttivo, convocata per il 18 luglio 2025 a Chiusa di Pesio, il consigliere Bruno Gallino – rappresentante designato dalle associazioni ambientaliste – ha scelto di non partecipare, sollevando una serie di rilievi formali e politici.

La decisione, annunciata con una dichiarazione ufficiale indirizzata ai vertici dell’Ente, arriva a seguito di “una serie di dubbi e criticità sollevate pubblicamente dal Coordinamento Associazioni Ambientaliste Cuneesi”, in merito alla nomina del nuovo presidente Armando Erbì. In particolare, Gallino attende piena chiarezza documentale sulla legittimità della sua designazione, già oggetto di una richiesta di accesso agli atti inoltrata alla Regione Piemonte.

«Non è un atto formale, ma un segnale politico responsabile» scrive Gallino, sottolineando che un eventuale insediamento privo delle necessarie verifiche di legittimità e trasparenza non sarebbe accettabile, soprattutto per un ente pubblico incaricato della gestione di patrimoni ambientali delicati e di rilevanza collettiva.

Oltre alle perplessità sulla figura del presidente designato, Gallino ha evidenziato anche l’irregolarità della composizione attuale del Consiglio Direttivo, a causa dell’assenza del rappresentante delle organizzazioni agricole, la cui nomina non risulta ancora formalizzata.

Dubbi anche sull’ordine del giorno, che prevedeva l’elezione del vicepresidente e la nomina del rappresentante nella Commissione di gestione del “Marchio Qualità APAM”: secondo Gallino, senza il completamento dell’organo direttivo, tali deliberazioni rischiano di essere viziati da illegittimità.

«La tutela dell’Ente e la credibilità delle istituzioni non può prescindere da una governance legittima, credibile e condivisa», conclude Gallino, che rimane in attesa di risposte ufficiali dalla Regione.