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Lunedì 21 luglio la gran chiusura della Festa di Mellana di Boves

Tra sport, musica e cibo, l’evento calerà il sipario con la gara di petanque a sorteggio, la polentata, l’esibizione della Toni Dance e il concerto dell’ Orchestra Scacciapensieri

Partita, “di corsa”, come sempre, la festa di Mellana di Boves, la sera di venerdì 18 luglio, con la XX edizione corsa podistica non competitiva di Boves Run (anche per bambini e camminatori), Il giro della Mellana (circa sette chilometri, omaggi a tutti i partecipanti), cui ha seguito la, leggera ma ricca ed appetitosa, Cena del corridore. Nella serata son state inaugurate le esposizioni e la musica è stata da fiesta sudamericana, con Imperial Dance.
La sera dopo, sabato 19, apprezzata è stata la cena di pesce, tra antipasto e paella, prima dei «profitterol», con serata di musica di DJ Johnny Manfredi Vocalist Parthenope.
La domenica, dopo Messa e Processione nel mattino (e momento di convivio frazionale) è stata dedicata a giovani e giovanissimi (nel pomeriggio, dopo Vespro, la festa resta religiosa, vi son stati giochi popolari e Ludobus, che han preceduto l’esibizione dello Yamato Judo Boves).
Grande partecipazione vi è stata alla cena con i primi a scelta (ravioli, gnocchi, crepes), prima dei balli occitani con Sondor e Daniela Mandrile.
Stasera, lunedì 21 si chiuderà con gara a petanque a sorteggio (dalle 14, dopo momento sabato pomeriggio scorso), con la polentata (spezzatino, salsiccia, formaggio) a 10 euro (dalle 20), con la esibizione della scuola di ballo Toni Dance (alle 20,30), seguita dal concerto dell’ Orchestra Scacciapensieri (dalle 21,30).
Tutte e quattro le sere, dalle 19-19,30, è proposta la pinsa (la pizza «alla romana»), apprezzata negli ultimi anni (centinaia son sfornate ad ogni edizione).
Lunedì sera 21 luglio, nei locali del Salone Parrocchiale, sarà l’ultimo momento ancora per vedere le  esposizioni: Lorenzo Caula, pittore di San Giovenale di Peveragno, elegante paesaggista, con la sua personale La poesia della natura”, Mario Procida con il suo “Un mondo di vetro”, opere nate da una vita trascorsa in quel settore, il ricordo dello storico collaboratore bovesano Mario Ambrosoli (“L’amore per il bello”), del pittore, presenza fissa in frazione, Stefano Barale, di Borgo San Dalmasso (“Uno sguardo naif”, la sua efficace chiave espressiva) e dello scultore dei Cerati Sandro Dutto (“Evocazioni”, opere dal suggestivo tocco pre-romano). Sarà ricordato anche il gentile e disponibile collaboratore bovesano Francesco “Franco” Cerato.
L’affiatato gruppo delle “Ragazze dell’Oratorio” proporrà ancora il suo nuovo capitolo di “Microstoria locale”, incentrando l’attenzione, con fotografie di Giorgio Dalmasso, sui “Per Grazia Ricevuta”, gli “Ex voto”, di cui il locale Santuario mariano vanta bella galleria (accanto a quelli che parlan di guarigioni da malattie e scampati pericoli in incidenti, colpiscono i tanti quadri offerti per ringraziare del ritorno da guerre, come quella del 1915-18, la Prima Guerra Mondiale, la Grande Guerra). La grande curiosità della galleria è la citazione di un incidente cui si scampò durante la costruzione, di inizio Novecento, del Santuario stesso. Questa iniziativa, capace di unire cultura e religiosità, vivrà il suo ultimo momento sabato 26 luglio, con visita guidata alle 19,15, dopo la Supplica alle 17,30 e la Messa alle 18,30.