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Caldo estremo e siccità, Coldiretti: agricoltura cuneese in ginocchio

Ondata di calore africano e piogge sempre più rare stanno mettendo in crisi le coltivazioni e gli allevamenti della provincia di Cuneo. Coldiretti denuncia frutta marcia sugli alberi, cali produttivi nelle stalle e costi in aumento

Cuneo. L’anticiclone africano che sta investendo il Piemonte con temperature record ha acceso un nuovo campanello d’allarme nel mondo agricolo. A denunciarlo è Coldiretti Cuneo, che segnala come campi e stalle della Granda stiano facendo i conti con gli effetti sempre più gravi dei cambiamenti climatici. Ondate di calore, siccità e fenomeni estremi stanno mettendo in seria difficoltà le produzioni agricole e zootecniche.

«In pianura come in collina – afferma il presidente di Coldiretti Cuneo, Enrico Nadail caldo anomalo e l’assenza di piogge stanno facendo marcire la frutta sugli alberi, disidratano i vigneti e compromettono la crescita del mais. Le aziende sono costrette a irrigazioni straordinarie, con un aumento vertiginoso dei costi e un impatto sull’ambiente che non possiamo ignorare».

Il quadro delineato è preoccupante anche per gli allevamenti: le mucche, stressate dalle alte temperature, producono meno latte. Secondo Coldiretti, ogni animale può arrivare a perdere fino al 10% della produzione. E nelle stalle si moltiplicano gli sforzi per raffrescare gli ambienti e garantire il benessere animale, con ulteriore dispendio energetico.

Coldiretti Cuneo evidenzia come i fenomeni climatici estremi non siano più eventi isolati ma una nuova normalità: nel solo 2023 si sono contati in Italia oltre 300 eventi meteorologici violenti tra grandinate, bombe d’acqua e ondate di calore. «Serve un piano straordinario – aggiunge Nada – per salvaguardare il reddito degli agricoltori e garantire la sicurezza alimentare. Occorrono investimenti per innovazioni green, bacini di raccolta idrica, reti irrigue più efficienti e strumenti assicurativi più efficaci».

L’associazione agricola torna a chiedere alle istituzioni un cambio di passo nella gestione dell’emergenza climatica, con un maggiore coinvolgimento delle imprese agricole nella progettazione degli interventi infrastrutturali e ambientali. Intanto, i produttori della Granda continuano a fronteggiare l’emergenza con mezzi propri, in un’estate che si preannuncia tra le più dure degli ultimi anni.