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Saluzzo, Marcello Maloberti ha vinto la 47^ edizione del Premio Matteo Olivero

Le opere dell’artista visivo saranno inaugurate sabato 31 Maggio presso l’ex tribunale della Città

Marcello Maloberti (Codogno, 1966, vive e lavora a Milano) ha vinto la quarantasettesima edizione del Premio Matteo Olivero. Artista e docente di cattedra di Arti Visive alla NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, Milano trae ispirazione da aspetti propri delle realtà urbane più marginali e minime con particolare attenzione all’informità e alla precarietà del vissuto con uno sguardo onirico unito ad un approccio archeologico alla storia dell’arte.

Promosso dalla Fondazione Amleto Bertoni, dal Comune di Saluzzo e The Blank Contemporary Art, con la direzione artistica di Stefano Raimondi, nell’ambito di START/storia e arte – Saluzzo, il Premio affida annualmente ad un artista visivo, selezionato da una giuria, la realizzazione di un’opera site-specific che troverà collocazione permanente in uno spazio pubblico della Città di Saluzzo.

Per l’edizione 2025 del Premio la Giuria è composta da Roberto Giordana (Direttore Generale Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo), Carlo Allemano (Presidente Fondazione Amleto Bertoni), Alessandro Carrer (Direttore Fondazione Garuzzo), Andrea Momberto (Presidente Consiglio Comunale), e Nicolas Ballario (giornalista e critico d’arte).

Quest’anno, in accordo con il Comune di Saluzzo, i curatori hanno deciso di lavorare sull’ ex Tribunale della città, l’inaugurazione è in programma per il prossimo 31 maggio 2025.

“Il legame tra la città di Saluzzo e il Premio Matteo Olivero è diventato nel tempo molto forte, inserendo anno dopo anno delle opere d’arte permanenti in luoghi simbolici e pubblici della città – dichiara Stefano Raimondi. Sin dal 2018, quando sono stato incaricato della Direzione Artistica del progetto, ho pensato a un format che nel tempo potesse crescere, come una narrazione che si articola nel suo sviluppo, valorizzando artisti, spazi e territorio. Ogni anno Saluzzo si arricchisce di un’opera pensata prima di tutto per entrare a contatto e in dialogo con i cittadini, strutturando al contempo un percorso artistico inedito, rispettoso e sorprendente” ha dichiarato Stefano Raimondi (Direzione artistica del Premio Matteo Olivero).

“Questo riconoscimento, promosso dalla Fondazione Amleto Bertoni, dal Comune di Saluzzo e da The Blank Contemporary Art, che ringrazio, è molto importante perché offre la possibilità agli artisti di contribuire alla valorizzazione del territorio ed entrare in dialogo con gli spazi pubblici e gli abitanti del luogo. Nel mio caso la parola, la poesia, diventa spesso il mezzo attraverso cui mi relaziono direttamente con il contesto che mi circonda. Si tratta delle mie MARTELLATE: una serie di aforismi rinnovati, epigrafi che spaziano dalla poesia all’ironia, dall’uso del linguaggio verbale alla frase rubata, in un’incessante sovrapposizione di umori e di registri formali” ha commentato Marcello Maloberti, Vincitore PMO 2025.

LA BIOGRAFIA

Marcello Maloberti (Codogno, Lodi, 1966) è un artista visivo di base a Milano. È docente di cattedra di Arti Visive alla NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, Milano. La sua ricerca trae ispirazione da aspetti propri delle realtà urbane più marginali e minime con particolare attenzione all’informità e alla precarietà del vissuto. La sua osservazione va oltre l’immediatezza della dimensione quotidiana, con uno sguardo neorealista straniante e onirico, combinato a un approccio archeologico alla storia dell’arte. Le performance e le grandi installazioni sonore e luminose, dal forte impatto teatrale, vengono realizzate sia in spazi privati che pubblici prediligendo sempre l’interazione con il pubblico. Questi interventi funzionano come narrazioni contratte, sono atmosfere da vivere ed esperire, temperature emotive da attraversare. Il corpo performante è quello della collettività, capace di produrre un dialogo tra la performance stessa e il suo pubblico. Negli ultimi anni Maloberti ha approfondito il binomio arte/vita utilizzando una coralità di linguaggi sia visivi che sonori – fotografia, video, performance, installazione, oggetti e collage – sempre attraversati e potenziati da una forte performatività.