Il Consiglio Comunale di Cuneo vota compatto contro la desertificazione bancaria
28 maggio 2025 | 08:09
Il Consiglio Comunale di Cuneo vota compatto contro la desertificazione bancaria
Quasi 11 milioni di italiani, mezzo milione in più rispetto all’anno precedente, non hanno accesso alla rete bancaria fisica. Oltre 4,6 milioni di italiani vivono in Comuni totalmente “desertificati”, mentre quasi 6,3 milioni in Comuni con un solo sportello superstite.
Il Consiglio Comunale di Cuneo ha approvato all’unanimità, nella seduta di ieri, 27 maggio, un ordine del giorno riguardante la “Valorizzazione dei servizi bancari e contro la chiusura degli sportelli nei territori montani, interni e rurali del Paese”. L’iniziativa, presentata dai gruppi consiliari “Partito Democratico”, “Cuneo Solidale Democratica”, “Cuneo Civica”, “Gruppo Misto di Maggioranza” e “Centro per Cuneo Lista Civica”, mira a contrastare la crescente “desertificazione” bancaria nelle aree più fragili d’Italia.
L’Amministrazione comunale di Cuneo, in sintonia con l’Uncem (Unione nazionale dei Comuni e degli Enti montani), ha più volte sottolineato la grave riduzione dei servizi essenziali nei territori, con conseguente abbandono e spopolamento, in particolare tra le fasce più giovani della popolazione. Le banche sono tra i principali attori ad aver ridotto la propria presenza, chiudendo numerosi sportelli negli ultimi cinque anni.
I dati presentati nel corso del dibattito evidenziano una situazione allarmante: nel 2024, il saldo nazionale tra sportelli aperti e chiusi è stato negativo per 508 unità. Il numero complessivo di sportelli in Italia è sceso sotto i 20.000, con un calo del 2,5% rispetto al 2023. Il solo ultimo trimestre del 2024 ha visto la chiusura di 432 sportelli, lasciando circa 230.000 italiani senza una banca nel proprio Comune di residenza. Quest’anno, ulteriori 101 Comuni si sono trovati privi di filiali bancarie, portando il totale a 3.381 Comuni senza banche, pari al 42,8% del totale nazionale. Quasi 11 milioni di italiani, mezzo milione in più rispetto all’anno precedente, non hanno accesso alla rete bancaria fisica. Oltre 4,6 milioni di italiani vivono in Comuni totalmente “desertificati”, mentre quasi 6,3 milioni in Comuni con un solo sportello superstite. Anche le imprese sono colpite, con 282.688 sedi in Comuni desertificati, un aumento di 18.834 rispetto al 2023.
Nonostante circa il 55% degli utenti utilizzi l’internet banking, questo dato è ben al di sotto della media europea (67,2%) e crolla drasticamente al 33,9% nella fascia d’età 65-74 anni, azzerandosi di fatto oltre tale soglia. Negli ultimi 5 anni, oltre 5.000 sportelli bancari sono stati chiusi definitivamente, pari a più del 20% del totale, e i dipendenti bancari sono diminuiti di circa 16.000 unità.
Il Consiglio Comunale di Cuneo ha riconosciuto l’esempio positivo di Poste Italiane che, grazie alla legge sui piccoli Comuni 158/2017, ha rafforzato i servizi a vantaggio delle comunità. Si sottolinea che la chiusura delle banche ha ripercussioni importanti su cittadini e territori, con effetti esiziali sulle aree montane e un impatto critico su anziani e persone fragili, spesso esclusi da un servizio primario come quello bancario. Le dinamiche di razionalizzazione dei costi nel settore bancario, anche a fronte di risultati operativi positivi, non sembrano giustificate e ignorano il ruolo sociale delle banche come veicolo di stabilità e crescita. La presenza dei servizi è essenziale per combattere lo spopolamento e il degrado.
In questo contesto, le Banche di Credito Cooperativo (BCC) sono state riconosciute per il loro ruolo nel potenziare i servizi sui territori e nell’apertura di nuovi sportelli, adottando un modello di “community bank” che si adatta alla dimensione comunitaria italiana. L’ordine del giorno ritiene necessario rafforzare la resilienza del sistema del credito cooperativo, valorizzando la sua missione incentrata sulle esigenze di piccolo credito locali.
La pandemia di COVID-19 ha evidenziato l’esigenza di rafforzare la capacità degli istituti di credito cooperativo di operare al meglio sul territorio, consolidando i principi di localismo e territorialità. È opportuno rafforzare l’autonomia degli esponenti aziendali, garantendo maggiore aderenza alle esigenze locali e un più elevato controllo sociale. La chiusura delle banche non solo ostacola l’accesso al contante, ma indebolisce il tessuto economico e sociale, allontanando opportunità e servizi da imprese, PA e cittadini. Non sono accettabili chiusure in nome di una razionalizzazione che sposta i servizi in tabaccherie ed edicole. Le banche sono chiamate a contribuire alla rigenerazione dei territori e a individuare percorsi di crescita e sviluppo.
L’ordine del giorno impegna quindi il Governo e il Parlamento, le Regioni e gli Enti a mantenere i servizi bancari nei Comuni montani e nelle valli alpine e appenniniche. A potenziare l’interlocuzione con gli istituti di credito per scongiurare ulteriori chiusure di sportelli fisici, tutelando i piccoli Comuni e gli utenti fragili. A individuare nuove forme di economia per i territori, anche con sgravi fiscali e fiscalità differenziata. A incentivare le BCC ad aprire nuovi sportelli nei territori montani. Ad agire, anche con forme legislative, per bloccare le chiusure degli sportelli bancari e lo smantellamento di uffici e bancomat.A richiamare gli istituti di credito a un ruolo sociale ed economico di riferimento per Comunità e Territori.
Il Presidente del Consiglio Comunale è stato inoltre impegnato a trasmettere l’ordine del giorno al Ministro dell’Economia e delle Finanze, al Ministro dell’Interno, al Governatore della Banca d’Italia, al Presidente di ABI e ai Parlamentari del territorio.


