Sempre meno sportelli bancari. La denuncia della Cisl

22 settembre 2022 | 06:34
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Sempre meno sportelli bancari. La denuncia della Cisl
Enrico Solavagione e Luca Mellano

Ormai si fanno tutte le operazioni bancarie con il computer o il telefonino, ma se un piccolo imprenditore deve versare l’incasso o un pensionato deve effettuare un prelievo in contanti, si devono percorrere diversi chilometri di strada.

Sempre più siamo aiutati dall’informatica e dalle reti telematiche, che ci assistono in mille faccende quotidiane. Tuttavia ogni novità porta anche aspetti negativi. Se da una parte è per tutti noi più facile fare un’operazione bancaria con una semplice applicazione dello smartphone, dall’altra sono sempre di meno gli sportelli bancari.

Il sindacato Cisl, a questo proposito, ha allestito on-line, in una sezione dedicata del portale nazionale della FIRST, la Federazione Italiana Reti dei Servizi del Terziario e cioè il sindacato dei lavoratori delle banche e delle assicurazioni, l’Osservatorio sulla desertificazione bancaria, reperibile a questo indirizzo.

Secondo quanto indicato nel portale, il 38% dei comuni italiani non ha sportelli bancari sul suo territorio. Il fenomeno di desertificazione è avanzato più rapidamente negli ultimi anni: dal 2015 il 10% dei comuni è rimasto privo di sportelli. Una percentuale che potrebbe salire ulteriormente: i comuni con un solo sportello sono il 25% del totale.

Più di un quinto del territorio nazionale è stato colpito dalla desertificazione bancaria: la superficie dei comuni privi di sportelli bancari è infatti pari al 21,94% della superficie totale del nostro Paese. Si tratta di un territorio esteso quanto il Piemonte, la Lombardia ed il Veneto messi assieme.

«Con questa iniziativa – fa sapere il sindacato First Cislsi punta a fornire un quadro dinamico, con aggiornamenti a cadenza periodica, di un fenomeno di assoluto rilievo sia per il settore bancario che per i suoi riflessi sull’economia e la società italiane». Purtroppo i dati del Piemonte non sono ancora stati inseriti, ma è facile intuire che dei 247 comuni della “Granda”, molti sono in territorio montano e collinare, con notevoli distanze dai centri cittadini.
«Come First Cisl – ha dichiarato in proposito il Segretario provinciale della Federazione Luca Mellanoriteniamo che la digitalizzazione sia un fenomeno inevitabile, da gestire ed accompagnare, ma anche che un certo livello di relazione tra le persone sia imprescindibile come parte dello scopo sociale stesso di una Banca, e comunque indispensabile per supportare le economie dei territori, soprattutto quelli più disagiati».

«Fortunatamente – prosegue Mellano – nella nostra provincia risulta particolarmente presente il sistema delle banche di credito cooperativo e di altre piccole banche, che appare meno incline al ridimensionamento delle proprie reti sportelli e che quindi, è più capace ad esprimere un importante supporto alle famiglie ed alle piccole e medie imprese del territorio».

Sull’argomento interviene anche il segretario generale Enrico Solavagione: «La Cisl per prima ha denunciato e ha messo in evidenza il problema della desertificazione bancaria. È un problema serio. Come Segretario dell’Unione ringrazio la Federazione dei bancari per l’impegno che stanno mettendo nel denunciare alcune difficoltà che hanno i cittadini, soprattutto le persone fragili, gli anziani, che qualche volta devono fare decine di chilometri per arrivare al più vicino sportello bancario. Fa piacere che altre federazioni di categoria di altre sigle sindacali abbiano capito l’importanza della nostra denuncia».