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Savigliano, Oasi Giovani pronto a ospitare ragazzi da tutta Europa

L'ente benefico ha nuovamente ottenuto il marchio di qualità  del Corpo Europeo di solidarietà, per ospitare e inviare giovani volontari 

Ragazzi di tutta Europa, via libera: Oasi Giovani vi aspetta. L’ente benefico saviglianese ha ottenuto nuovamente il “marchio di qualità” per continuare a lavorare nel programma del Corpo Europeo di solidarietà  European Solidarity Corps”, iniziativa dell’Unione europea che offre ai giovani opportunità di lavoro o di volontariato nel Vecchio continente – sia come organizzazione ospitante che di invio di giovani.

Dall’anno prossimo, e per i prossimi cinque anni, Oasi potrà accogliere fino a 4 ragazzi contemporaneamente da tutta Europa, per un periodo dai 6 ai 12 mesi. I volontari che arriveranno saranno inseriti nei diversi servizi, dove affiancheranno gli operatori e saranno a contatto con le tante persone che quotidianamente beneficiano dei servizi della onlus. 

Parallelamente, Oasi Giovani sarà anche il punto di riferimento sul territorio di questa opportunità a disposizione dei ragazzi, e li supporterà nel processo di partenza verso le città europee.

Un’esperienza, quella del Corpo europeo di solidarietà, che l’ente saviglianese ha già sperimentato con Natasa e Ainhoa, arrivate un anno fa dall’Ungheria e dalla Spagna: ora ripartite, per dodici mesi hanno portato a Savigliano un “respiro europeo” partecipando con impegno alle diverse attività di Oasi Giovani.

«Il rinnovo del cosiddetto “Quality label”, marchio di qualità, era la conditio sine qua non per poter proseguire nell’ambito di questo progetto, accogliendo e inviando volontari – spiegano dall’ente –. Con ogni probabilità ci appoggeremo all’associazione “Eufemia” di Torino: saranno loro a programmare i progetti e se questi passeranno arriveranno i volontari».

«Riteniamo molto importante questa apertura europea: ci piacerebbe che oltre a stare nei diversi servizi di Oasi, i ragazzi in arrivo prendessero parte alle attività di altre associazioni di Savigliano. Ci piacerebbe “condividerli” e non tenerli solo per noi: sarebbe un bel modo per far entrar loro in contatto con un gran numero di persone».