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“Stracci di pace” a Villanova Mondovì

Ispirati da un'iniziativa di Emergency, gli alunni delle scuole secondarie inferiori hanno voluto dire il loro NO alla guerra e dimostrare che "si può sempre far qualcosa, fosse anche solo una piccola goccia nel mare"

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I recenti avvenimenti legati alla guerra in Ucraina stanno inevitabilmente coinvolgendo anche chi questo difficilissimo momento lo vive da “spettatore”. Sono infatti molte le iniziative sia tese all’aiuto alle popolazioni colpite, sia più genericamente orientate alla sensibilizzazione sul tema della pace.

striscione straccio di pace villanova mondovi

Da Emergency, ad esempio, è nato il progetto “Uno straccio di Pace”, una campagna volta a sensibilizzare i ragazzi e l’opinione pubblica sulla tematica della guerra, per dare voce a chi non ce l’ha “con un semplice pezzo di stoffa bianca, uno ‘straccio di pace’. Appeso allo zaino, al balcone, legato al guinzaglio del cane, all’antenna della macchina, al passeggino del bambino, alla cartella di scuola… un modo semplice e immediato per esprimere il nostro ripudio della guerra, del terrorismo, della violenza“, si legge sulla home page della nota organizzazione fondata da Gino Strada

Alla proposta di Emergency ha aderito anche la scuola Secondaria di Primo grado dell’Istituto Comprensivo di Villanova Mondovì i cui alunni, nel mese di aprile, hanno personalizzato il loro “straccio” di stoffa bianco con parole, simboli e disegni per trasmettere il loro sentito “NO” alla guerra. Molti ragazzi, inoltre, hanno legato un piccolo “straccio di pace” alla loro cartella, bicicletta o altro. Oltre ai lavori prodotti dai diversi allievi, un grande lenzuolo bianco trasformato in striscione su cui campeggiano la scritta “PEACE” e “NO WAR”, oltre al simbolo della pace e al logo di Emergengy, è stato appeso all’ingresso della scuola.

Ambasciatrice dell’iniziativa nella scuola villanovese la professoressa di lettere Chiara Galleano, che ha portato avanti il progetto sostenuta prontamente dai colleghi. “E’ stato emozionante vedere i miei alunni lavorare su questo argomento così forte, ma ancor prima di questo mi hanno fatto tenerezza” racconta l’insegnante che aggiunge: “Per non appesantire troppo questi ragazzi già provati da due anni di pandemia, noi insegnanti abbiamo usato molto tatto parlando della guerra. La reazione dei ragazzi ci ha però sorpresi perchè con semplici domande e considerazioni come ‘Ma l’Europa cosa sta facendo? Non stiamo facendo niente?’ ci hanno riportati immediatamente alla cose fondamentali, proprio grazie alla genuinità della loro meravigliosa età. Ai ragazzi, e anche a tutti noi adulti, volevo dimostrare che si può sempre far qualcosa, fosse anche solo una piccola goccia nel mare. Non è certo attaccando uno straccio con i nostri pensieri che riusciremo a far cessare la guerra, però è importante far sapere quello che pensiamo e se non cambieremo nulla in questo preciso momento, chissà che questo non dia poi i suoi frutti in altri modi, in altri ambiti in futuro”

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