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Ospedale di Cuneo al centro della Granda? Manterrà il suo ruolo o abdicherà a favore di Verduno?

Se ne discute questa sera in un dibattito organizzato dal Partito Democratico nella sala Varco a Cuneo

Nel gennaio scorso allo Spazio Incontri della Fondazione Crc a Cuneo era stato presentato lo studio preliminare dei due nuovi ospedali della provincia, nell’area di Cuneo e nella zona di Savigliano. L’assessore regionale Luigi Genesio Icardi aveva garantito che erano previsti soldi e progetti per un nuovo ospedale nella zona di Confreria, ove adesso sorge il Carle. «Entro cinque anni – aveva sostenuto – vogliamo i nuovi ospedali e da oggi attueremo il cronoprogramma dettagliato per arrivarci».

Nell’ultimo consiglio comunale del 28 aprile la giunta cittadina ha presentato un ordine del giorno nel quale si è parlato anche di quello che succederà alla struttura di Via Coppino dell’attuale Santa Croce e Carle dopo la costruzione del nuovo nosocomio e lo spostamento a Confreria. Ma l’ospedale sarà davvero trasferito? E con quali specialità?

Per chiarire le posizioni, questa sera 13 maggio si terrà allo Spazio Varco di Piazza Foro Boario un incontro organizzato dal PD e introdotto dalla deputata Chiara Gribaudo dal titolo «Dall’emergenza sanitaria al Pnrr. La sanità al centro delle politiche. L’ospedale di Cuneo al centro della Granda».

Interviene in proposito il consigliere regionale PD ed ex sindaco di Alba Maurizio Marello che scrive: «Ho letto il comunicato dei proponenti l’incontro e mi pare giusto ragionare sulle nuove prospettive dell’Ospedale di Cuneo, un po’ meno pensare che il resto della provincia debba essere piegato al capoluogo. Mi chiedo in particolare in che senso si possa affermare che il fatto che alcune specialità vengano trasferite a Verduno significhi un impoverimento del servizio sanitario. Il Covid ci ha insegnato che la sanità territoriale è fondamentale. Verduno è una struttura con grandi potenzialità».
Gli fa eco una mail inviata agli organi di stampa a firma “La coalizione che sostiene la candidatura di Patrizia Manassero sindaca” che controbatte: «Intendiamo spenderci con determinazione e tenacia per sollecitare e seguire l’avvio dei cantieri per la realizzazione del nuovo Ospedale Hub. La localizzazione è una decisione ormai acquisita da tempo negli atti del nostro Piano Regolatore e confermata recentemente dal Consiglio comunale. Adesso spetta all’assessore Icardi dare il via alla progettazione. È questo il punto da sollecitare, difficile vedere il nuovo ospedale tra cinque anni come da lui promesso in un pubblico incontro se la Regione non parte con il progetto».

La missiva continua: «Intendiamo difendere la qualità e l’eccellenza dell’ospedale Santa Croce e Carle ed il mantenimento del suo ruolo di Hub. L’organizzazione della sanità piemontese, basata sui numeri che giustificano le differenti specialità mediche presenti negli ospedali hub, è scritta nella legge regionale sin dal 2012 e confermata dalle deliberazioni della successiva Giunta piemontese. A questo dobbiamo attenerci perché questa organizzazione garantisce il miglior livello di cure e prestazioni per tutti. Su questo tema serve chiarezza per evitare fraintendimenti e tensioni sul territorio non utili al raggiungimento dei livelli di cura ottimali per i nostri cittadini».

Insomma: l’ospedale di Cuneo manterrà il suo ruolo di hub? Al dibattito di questa sera partecipano Nerina Dirindin, già senatrice, docente in Scienze delle Finanze presso l’Università degli Studi di Torino; Alessio D’Amato, assessore sanità  della Regione Lazio; Patrizia Manassero, candidata sindaca di Cuneo; Elio Rostagno, ex sindaco di Cuneo; Corrado Bedogni, ex direttore generale; Fulvio Moirano, ex direttore generale ed ex direttore generale della Sanità piemontese.