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La Provincia chiude con un residuo di 21 milioni quasi tutti vincolati

Lo schema di bilancio approvato dal Consiglio dovrà ottenere il parere dell’Assemblea dei sindaci

Il Consiglio provinciale di lunedì 9 maggio ha approvato all’unanimità lo schema di rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario 2021 che dovrà poi essere sottoposto al parere dell’Assemblea dei sindaci prevista per il 23 maggio per poi essere approvato definitivamente. Il contesto in cui si è collocato l’esercizio 2021, come il 2020, è ancora stato quello straordinario. Dalla relazione della dirigente del Settore Contabile, Cristina Allione, sono emerse le peculiarità di un bilancio che risentito ancora della crisi legata alla pandemia e di quanto questa ha condizionato la vita economica e sociale e influenzato inevitabilmente i bilanci degli enti locali, comprese le Province. Anche grazie ai ristori previsti dalle misure di sostegno adottate dal governo, gli equilibri di bilancio 2021 sono stati salvaguardati senza la necessità di utilizzare l’avanzo di amministrazione disponibile, preservando tali fondi in un’ottica prospettica e di salvaguardia degli esercizi futuri.

Sono state evidenziate le entrate tributarie (per un totale di 48.680.000 euro) suddivise su tre principali voci: 22.600.000 Rca (Imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile auto); 22.500.000 Ipt (Imposta provinciale di trascrizione) e 3.500.000 Tefa (Tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente). Si è registrata una ripresa di gettito rispetto al 2020, ma ancora decisamente sotto il trend del 2019, sempre a causa dell’emergenza epidemiologica degli ultimi due anni e del mercato dell’auto fermo. Sull’entrata Rca è stata sottratta la somma di 13.858.088 euro, pari ai recuperi operati dallo Stato quali contributi alla finanza pubblica dovuti ai sensi della normativa. Nel 2021 l’Ipt, che ha registrato anch’essa un andamento inferiore rispetto alle previsioni, non è stata soggetta a recuperi da parte dello Stato. In questi ultimi quattro anni la Provincia ha comunque registrato un calo delle entrate tributarie (nel 2018 erano di circa 51 milioni calati a 44 milioni nel 2020 e poi risaliti leggermente a 46 milioni nel 2021) e che soltanto di recente ha invertito leggermente la rotta.

Per quanto riguarda i trasferimenti correnti da Stato, Regione e altri enti pubblici, il 2021 sono arrivati alla Provincia di Cuneo 20.755.668 euro, per circa metà dallo Stato per trasferimenti ordinari (2.866.805), emergenza Covid (2.200.749) e eventi alluvionali (6.039.602) e per progetti comunitari (83.827), poi dalla Regione (7.809.045), Comuni (1.313.376) e Unione Europea (442.160). I trasferimenti dalla Regione hanno riguardato la quota del 50% dell’ammontare dei canoni idrici riscossi relativi alle grandi derivazioni idroelettriche dislocate sul territorio provinciale. Le entrate da Comuni sono state quasi esclusivamente pari ai proventi delle sanzioni per limiti di velocità sulle strade provinciali. Una nota sull’indebitamento dell’ente. Il debito residuo al 1 gennaio 2021 era di 135.017.910 euro ed è calato a fine anno a 130.732.392 confermando il trend al ribasso degli ultimi 15 anni (nel 2006 era di 182.057.808 euro). Per quanto riguarda la spesa e i programmi va segnalata per quella per interventi sulla viabilità provinciale (46,83%), edilizia scolastica (15,27%), ambiente (0,48%), area vasta (0,60%) e amministrazione generale (36,82%). Il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2021 è di 21.005.902 euro, quasi tutti vincolati. La parte destinata agli investimenti  è di 3.204.510 e quella disponibile di 2.883.554 euro. Per il 2022 i problemi più urgenti riguarderanno la spesa per sostenere i costi energetici (luce e gas) a causa dei forti rincari degli ultimi mesi.