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Il Buongiorno di Cuneo24

Nel 2001 un TGV Réseau stabilisce il record di velocità ferroviaria media su lunga distanza, tra Calais e Marsiglia: 306.37 km/h di velocità media, 1067.2 km coperti in 3 ore e 26 minuti

Cuneo. Il sole è sorto alle 5:47 e tramonta alle 21:06. Durata del giorno quindici ore e diciannove minuti.

Santi del giorno
San Filippo Neri, sacerdote, è il protettore dei giovani.
San Berengario di Saint-Papoul, monaco.
San Prisco, martire.

Avvenimenti
1538 – Ginevra espelle Giovanni Calvino.
1897 – Bram Stoker pubblica il romanzo Dracula. «Il volto aquilino; il naso sottile con una gobba pronunciata e narici stranamente arcuate; le folte sopracciglia, quasi si congiungevano sul naso, e i ciuffi parevano arricciarsi tanto erano abbondanti. La bocca, per quel che si scorgeva sotto i folti baffi, era rigida e con un profilo quasi crudele. I denti bianchi e stranamente aguzzi, sporgevano dalle labbra, il colore acceso rivelava una vitalità stupefacente per un uomo dei suoi anni. Le orecchie erano pallide, appuntite; il mento ampio e forte, le guance sode anche se scavate. Tutto il suo volto era soffuso d’un incredibile pallore». Una descrizione che non lascia dubbi sull’identità del personaggio e sulla sua natura sinistra, che per la prima volta acquisì dignità letteraria grazie a Bram Stoker, scrittore irlandese di fine Ottocento. In realtà di “vampiri” se ne trovavano tracce già nelle culture delle antiche civiltà, come quella mesopotamica, ebraica e greca, seppur con nomi diversi e con sembianze di demoni e spiriti infernali. Il termine proprio, derivato dal serbo vampir (da cui l’inglese vampire, riportato dall’Oxford English Dictionary a partire dal 1734), comparve verso la fine del XVIII secolo, sulla scia di un riscoperto gusto dell’orrido da parte degli autori romantici, come Goethe e Lord Byron. La patria per eccellenza di queste creature venne individuata nell’Europa dell’Est, ricca di architetture gotiche e di leggende che alimentavano la superstizione del popolo. A quelle credenze cominciò a interessarsi l’irlandese, che nella Londra “vittoriana” alternava all’attività di giornalista quella di scrittore. A parlargli di quelle terre e in particolare della Transilvania fu il professore ungherese Arminius Vambéry, che gli raccontò la storia del principe Vlad III di Valacchia (regione a sud della Transilvania), noto con l’appellativo di “Draculea” (tradotto come “figlio del dragone”, con riferimento al padre Vlad II, membro dell’Ordine del Dragone). Passato alla storia per i suoi sadici metodi di tortura, il principe finì col prendere delle connotazioni immaginarie nella tradizione locale, alimentate dal doppio significato della parola rumena drac (traducibile anche come “demonio”), e con l’essere identificato nel “figlio del demonio”. Stoker guardò a quella figura, arricchendola di elementi ripresi da altre mitologie, in particolare quelle balcanica e nordica. Ne nacque un personaggio, il Conte Dracula, le cui origini abbracciavano una serie di etnie, dai Celti agli Unni, temute per secoli dai popoli del Mediterraneo. Altra fonte d’ispirazione la trovò in articoli di giornali su un fatto di cronaca realmente accaduto nel 1892, nella cittadina di Exter (New England). La morte di una ragazza 19enne scatenò la fervida immaginazione dei suoi concittadini, sia per gli strani sintomi, pallore e inappetenza, sia per il fatto che a poca distanza morirono allo stesso modo madre, sorella e fratello. Per la gente era un chiaro caso di vampirismo, per la medicina non poteva che trattarsi di tubercolosi. Lo scrittore costruì il romanzo come una raccolta di pagine di diario scritte dai protagonisti della vicenda. Dal giovane avvocato inglese Jonathan Harker, che si reca in Transilvania per definire l’acquisto di una casa londinese da parte del Conte Dracula, alla sua fidanzata Mina Murray, oggetto del desiderio del vampiro che in lei rivede la moglie morta, fino al professore olandese Abraham Van Helsing, scienziato e filosofo che crede nell’esistenza del soprannaturale. Fatto circolare tra gli amici tra il 1890 e il 1893 e successivamente modificato, il libro venne messo in vendita a Londra, il 26 maggio del 1897. Adattata per il teatro dallo stesso autore, l’opera ispirò negli anni numerosi adattamenti cinematografici, partendo dal film muto Nosferatu il vampiro (1922), capolavoro del cinema espressionista firmato dal tedesco Friedrich Wilhelm Murnau, fino ai più recenti Dracula di Bram Stoker (tre premi Oscar nel 1993) e Van Helsing (2004), diretti rispettivamente da Francis Ford Coppola e Stephen Sommers.
2001 – Un TGV Réseau stabilisce il record di velocità ferroviaria media su lunga distanza, tra Calais e Marsiglia: 306.37 km/h di velocità media, 1067.2 km coperti in 3 ore e 26 minuti.
2004 – Il New York Times pubblica un’ammissione di errore giornalistico, riconoscendo la parzialità dei suoi reportage e la mancanza di scetticismo verso le fonti, per quanto riguarda le rivelazioni sulle armi di distruzione di massa, che hanno aiutato a promuovere la Guerra in Iraq del 2003.

Nati in questo giorno
Lenny Kravitz – Musicista e cantautore americano salito alla ribalta negli anni Novanta grazie alla voce sexy ed esplosiva e alle sonorità reggae e rock della sua chitarra. Newyorchese di Brooklyn, Leonard Albert Kravitz è figlio d’arte: padre produttore di musica e cinema, madre attrice (ricordata per la sitcom “I Jefferson”). Formatosi ascoltando il funk di Prince e il “sacro” jazz di Ella Fitzgerald e Miles Davis, pubblicò il primo album Let Love Rule nel 1989 e andò incontro a immediata popolarità, consacrandosi in seguito con hit mondiali come “Fly Away”, “I belong to you”, “Where Are We Runnin’?” e “I’ll be waiting”. Abile anche come attore, le ultime prove nei film Un maggiordomo alla Casa Bianca (2013) e Zoolander 2 (2016), vanta diversi riconoscimenti tra cui quattro Grammy Awards vinti consecutivamente (record imbattuto) dal 1998 al 2001 nella categoria “miglior voce rock maschile”. Nel 2014 pubblica il decimo album, “Strut”, trascinato dal singolo The Chamber. Nel maggio 2018 esce il singolo It’s Enough, estratto dall’album Rise Vibration, uscito nel settembre 2018.
Mike Bongiorno (1924/2009) – Padre fondatore della televisione italiana, per oltre mezzo secolo è stato il Re dei quiz e il conduttore più longevo del piccolo schermo, da cui ha tenuto compagnia a milioni di italiani di tutte le età, divertiti anche dalle sue proverbiali gaffe. Figlio di un italo-americano, il nonno era di origini siciliane, e di una torinese, Mike Bongiorno nacque a New York, dove il padre svolgeva l’attività di avvocato prestato successivamente alla politica, arrivando anche a candidarsi a sindaco. Trasferitosi in Italia, Mike abbracciò la carriera giornalistica, scrivendo di sport per La Stampa. Impegnato nella guerra partigiana, fu arrestato dai nazisti e imprigionato a San Vittore, dove conobbe Indro Montanelli, per poi essere deportato in diversi campi di concentramento. Liberato prima della fine del conflitto, nel 1946 condusse il programma “Voci e volti dall’Italia” per la stazione radiofonica di un quotidiano locale e iniziò a fare servizi per la radio italiana, l’EIAR, diventata poi RAI. Tornò in Italia nel 1953 e cominciò a realizzare documentari su fatti e avvenimenti della ricostruzione del Paese. Successivamente, fu incaricato di condurre il programma Arrivi e partenze, in onda il primo giorno di trasmissioni della televisione italiana, in cui aveva il compito di intervistare i personaggi famosi che arrivavano o partivano dall’aeroporto di Roma. Nel 1955 lanciò il primo quiz della televisione italiana, Lascia o raddoppia? e la sua popolarità schizzò alle stelle, grazie anche all’esperienza come testimonial di alcuni spot del programma “Carosello” e alle cinque conduzioni consecutive del Festival di Sanremo. Seguirono diversi programmi rimasti nella storia del piccolo schermo tra cui “Rischiatutto”, “Ieri e oggi”, “Scommettiamo?” e “Flash”, l’ultima trasmissione in RAI. Dopo passò alla televisione commerciale del gruppo Fininvest, dove condusse, tra gli altri, “Bis”, “Telemike” e La ruota della fortuna (con cui stabilì il record di puntate condotte). Premiato con il Telegatto di platino e insignito della laurea honoris causa in Televisione, Cinema e Produzione multimediale presso la IULM di Milano, scomparve a Montecarlo, nel settembre del 2009. Nel 2013 il comune di Sanremo gli ha dedicato una statua per il suo lungo legame con il Festival.
2004 – Il New York Times pubblica un’ammissione di errore giornalistico, riconoscendo la parzialità dei suoi reportage e la mancanza di scetticismo verso le fonti, per quanto riguarda le rivelazioni sulle armi di distruzione di massa, che hanno aiutato a promuovere la Guerra in Iraq del 2003.

Eventi sportivi
1923 – Prima edizione della 24 ore di Le Mans. La 24 Ore di Le Mans è una celebre gara automobilistica di durata che si corre al Circuit de la Sarthe, nei pressi di Le Mans, in Francia. Organizzata dall’Automobile Club de l’Ouest (ACO), è la gara più importante del Campionato del Mondo Endurance FIA. La prima gara si è svolta il 26 e il 27 maggio 1923 e si è disputata nel mese di giugno con cadenza annuale, fuorché nel 1936 (per ragioni economiche) e dal 1940 al 1948 (per la Seconda guerra mondiale). La competizione inizia alle 16.00 del sabato per terminare alla stessa ora della domenica, si disputa su un tracciato semi-permanente della lunghezza di oltre 13 chilometri, utilizzando per buona parte strade aperte alla normale circolazione nel resto dell’anno. I primi vincitori sono i francesi André Lagache e René Léonard a bordo di una Chenard & Walcker Sport, con una velocità media di 92 km/h (nel 2010 la velocità media dei vincitori sarà di oltre 225 km/h). L’italiano che ha vinto più edizioni, ben cinque, è Emanuele Pirro (2000, 2001, 2002, 2006 e 2007). La Porsche è invece il costruttore con più vittorie (19), seguita con 13 dall’Audi, che le ha ottenute tutte nel Terzo millennio. In questa gara è avvenuto il più grave incidente della storia dell’automobilismo: nel 1955 una Mercedes ha urtato il retro di una Austin-Healey, finendo catapultata in alto e schiantandosi sulla folla. Sono morti il pilota e 83 spettatori, oltre 120 i feriti.

Proverbio/Citazione
Se piove per San Giacomo e Filippo (26 maggio) il povero non ha bisogno del ricco.
“C’è una cosa che non dobbiamo dimenticare: quelli del nostro campo, gli artisti, non si ritirano, gli artisti muoiono sul palcoscenico”Mike Bongiorno