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Il Buongiorno di Cuneo24

Nel 1994 Gino Strada fondava Emergency

Cuneo. Il sole è sorto alle 5:58 e tramonta alle 20:55. Durata del giorno quattordici ore e cinquantasette minuti.

Santi del giorno
Sant’Isidoro, l’agricoltore Laico, è il protettore di agricoltori, braccianti e birocciai.
San Torquato, vescovo di Cadice.
San Liberatore, vescovo e martire.

Avvenimenti
1610 – Maria de’ Medici viene incoronata regina di Francia.
1869 – Suffragio femminile: a New York, Susan B. Anthony ed Elizabeth Cady Stanton formano la National Woman Suffrage Association.
1911 – Viene fondata a Venezia la Compagnia della Vela di Venezia.
1994 – Gino Strada fonda Emergency. «Se uno di noi, uno qualsiasi di noi esseri umani, sta in questo momento soffrendo come un cane, è malato o ha fame, è cosa che ci riguarda tutti. Ci deve riguardare tutti, perché ignorare la sofferenza di un uomo è sempre un atto di violenza, e tra i più vigliacchi». In questa riflessione del suo fondatore (ripresa dal libro “Buskashì. Viaggio dentro la guerra”), è racchiuso lo spirito di quel gruppo di uomini e donne che opera sotto la bandiera di Emergency. Fine anni Ottanta, il mondo è sconvolto da una moltitudine di conflitti che oltre alle gravi condizioni umanitarie, legate alla povertà e al proliferare di malattie, fanno emergere l’orrore delle mine antiuomo. Un’arma invisibile che, quando non uccide, mutila le persone di gambe e braccia ed è in grado di far male anche ad anni di distanza dalla fine di una guerra. Con questo scenario si confronta il medico Gino Strada. Specializzatosi in chirurgia d’urgenza all’Università Statale di Milano, alla soglia dei quarant’anni decide di dedicarsi alla chirurgia traumatologica e in particolare alle vittime di guerra. Per questo entra a far parte del Comitato Internazionale della Croce Rossa, per il quale dal 1989 al 1994 presta soccorso nei teatri di guerra di vari continenti (Pakistan, Etiopia, Perù, Afghanistan, Somalia e Bosnia ed Erzegovina). A conclusione di questa lunga esperienza matura l’idea che l’attività umanitaria debba coniugarsi con un netto rifiuto della guerra, in tutte le sue forme dall’intervento militare all’attacco terroristico. In nome di questo obiettivo cerca di coinvolgere altre persone, disposte a impegnare tempo e risorse in una nuova associazione umanitaria. Una domenica sera del maggio 1994, un gruppo di amici e colleghi di Strada e di sua moglie Teresa Sarti, insegnante di Lettere, si dà appuntamento al ristorante “Il Tempio d’oro” di Milano (nella zona di viale Monza). Nasce così Emergency, che riunisce medici, infermieri ed esperti di edilizia e logistica, in sostanza i «professionisti dell’emergenza», per dirla con le parole di Strada, «capaci di portare aiuto alle vittime delle zone di guerra e soprattutto alle vittime della guerra in tempo di pace». Nel corso della cena vengono raccolti i primi 12 milioni di lire da investire a favore della prima missione in Ruanda (1994), a Kigali, dove viene restaurata una clinica belga abbandonata e riattivati i reparti di chirurgia e di ostetricia e ginecologia. Ma la bandiera con le “tre barre” che formano una “E” nel cerchio rosso (simbolo dell’associazione) sventola in quegli anni su un altro campo cruciale: la Campagna Internazionale per il Bando delle Mine Antiuomo, nell’ambio della quale Emergency spinge l’Italia (tra i maggiori produttori di mine antiuomo) a sottoscrivere il Trattato di Ottawa (1997), per la messa al bando dell’odiosa arma. Nemmeno il tempo di festeggiare la grande vittoria di civiltà, che Emergency si trova a operare nel Kurdistan iracheno e di qui in Sierra Leone, Sudan, Afghanistan. Aumenta l’impegno ma cresce e si rafforza parallelamente il sostegno all’associazione (riconosciuta come ONG dal 1999), attraverso campagne di raccolta fondi sponsorizzate da personaggi noti della cultura, dello spettacolo e dello sport. Di contro, la ferma posizione di rifiuto della guerra la porta a scontrarsi con governi e politici di vari paesi. Partner ufficiale del Dipartimento della Pubblica Informazione dell’ONU dal 2006, Emergency ha operato dalla fondazione in 17 paesi, maggiormente in Asia e Africa, dove, attraverso la gestione di ospedali e centri di riabilitazione fisica e sociale, garantisce cure mediche e chirurgiche gratuite e di alta qualità a feriti di guerra e indigenti. L’impegno in Italia, attivo dal 2005, è volto ad assicurare il rispetto del diritto a essere curati sancito anche dalla Costituzione. Attualmente gestisce strutture sanitarie in Afghanistan, Iraq, Italia, Repubblica Centroafricana, Sierra Leone e Sudan. Dopo la scomparsa di Teresa Sarti nel 2009, la presidenza è stata assegnata alla figlia Cecilia Strada, sostituita nel luglio 2017 da Rossella Miccio.

Nati in questo giorno
Tania Cagnotto – Nata a Bolzano, è un’ex tuffatrice. Annunciato il ritiro in occasione dei campionati italiani di metà maggio 2017, dopo un milione di tuffi, due anni dopo riprende a gareggiare, con l’obiettivo di partecipare ai Giochi Olimpici di Tokyo. Nell’estate 2020 conferma, invece, di abbandonare l’attività agonistica. Negli anni Settanta il padre, Giorgio Cagnotto, era uno dei più bravi tuffatori nel mondo, mentre la madre Carmen Casteiner primeggiava in questa disciplina sportiva a livello italiano. Alle Olimpiadi di Pechino 2008 arriva quinta nella gara dal trampolino da 3 metri, in quelle di Londra 2012 si ferma ai piedi del podio, classificandosi quarta sia nel trampolino da 3 metri sia nel trampolino sincro (con Francesca Dallapé). È la prima donna italiana ad aver vinto una medaglia mondiale nei tuffi, con la medaglia di bronzo dal trampolino da 3 metri conquistata ai Mondiali di Montreal nel 2005. Nel suo medagliere mondiale, successivamente, arrivano 3 argenti (di cui 2 nell’edizione di Barcellona 2013) ed altri 5 bronzi. Luccica di più, però, l’oro conquistato ai campionati mondiali di Kazan 2015, nella gara dal trampolino da 1 metro. Il bottino di medaglie è ricco anche a livello europeo: 20 ori, 5 argenti e 4 bronzi; le ultime quattro (tre ori e un argento) vinte agli Europei di Londra 2016. Mancava, però, in una carriera così lunga salire sul podio olimpico. A Rio 2016 corona il sogno con la conquista dell’argento nel trampolino da tre metri sincronizzato, in coppia con Francesca Dallapé, e del bronzo nel trampolino da tre metri. Nell’era dei format televisivi, che coinvolgono anche gli sportivi in varie prove, Tania Cagnotto partecipa al programma di RAI Uno “Altrimenti ci arrabbiamo”, classificandosi al primo posto nella finale andata in onda il 4 maggio 2013. Festeggia 37 anni.
Flavio Montrucchio – Attore e personaggio televisivo, è arrivato alla popolarità passando dalla celebre “casa” del Grande Fratello. Nato a Torino, nel 2001 lascia il lavoro di promotore finanziario in una banca per partecipare alla seconda edizione del popolare reality show targato Mediaset. La vittoria finale gli apre le porte dello spettacolo e della scuola di recitazione, dopo cui debutta nella soap Cento Vetrine, rimanendo per cinque stagioni uno dei personaggi principali. In teatro e sui set televisivi, le sue performance ricevono una calda accoglienza da parte del pubblico che gli valgono l’ingaggio per spot pubblicitari e diverse pellicole cinematografiche, tra cui “Sette ottavi” di Stefano Landini e “Il soffio dell’anima” (film tratto dal romanzo omonimo di Valentina Lippi Bruni, presentato in anteprima al Festival di Venezia). Protagonista in miniserie come “Donna Detective” e “Fidati di me” e la fiction “Provaci ancora prof”, nel 2014 è nel cast di “Sette spose per sette fratelli”, spettacolo teatrale diretto da Piparo, e di “Una donna per amica”, film diretto da Giovanni Veronesi. Compie 47 anni.

Eventi sportivi
2011 – Trento campione d’Italia. Per la seconda volta il Trentino Volley vince la Serie A1 maschile FIPAV. Al campionato 2010-2011, svoltosi dal 24 ottobre 2010 al 15 maggio 2011, hanno partecipato 14 club. Trento chiude al primo posto la stagione regolare con 72 punti, 11 in più di Cuneo, campione in carica, che occupa la seconda piazza. In semifinale elimina Modena (3 partite vinte contro 2) e incontra Cuneo (che a sua volta supera Macerata sempre per 3 a 2) a Roma nella finale in gara unica. Il risultato è 3 a 0 (25-13, 25-22, 25-9).

Proverbio/Citazione
Chi fugge maggio, non fugge calende.
“La guerra è la più diffusa forma moderna di terrorismo” Gino Strada