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Il Buongiorno di Cuneo24

Nel 1890 in Europa si celebra la prima Festa dei lavoratori

Cuneo. Il sole è sorto alle 6:16 e tramonta alle 20:38. Durata del giorno quattordici ore e ventidue minuti.

Santi del giorno
San Giuseppe, lavoratore.
San Sigismondo, re dei Burgundi e martire.
San Brioco, vescovo e abate.

Avvenimenti
1562 – Canonizzazione di Francesco da Paola.
1699 – Pierre Le Moyne d’Iberville fonda il primo insediamento europeo nella valle del Fiume Mississippi.
1786 – Prima dell’opera Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart, a Vienna.
1890 – In Europa si celebra la prima Festa dei lavoratori. La scintilla scoccò nella patria del capitalismo e della catena di montaggio, quando migliaia di operai scesero in strada per chiedere condizioni di lavoro più eque, trovando però la feroce repressione delle istituzioni. Nel ricordo di quei drammatici momenti, quattro anni dopo, il Primo Maggio divenne la Festa dei lavoratori. L’avvento della Seconda rivoluzione industriale (1870-1920) e la conseguente trasformazione dell’economia in senso industriale e capitalistico (basata principalmente sulla scoperta di nuove fonti d’energia come l’elettricità e il petrolio) produssero profondi cambiamenti nel tessuto sociale, contribuendo alla nascita di un coordinamento internazionale tra i movimenti operai. Il primo tentativo in tal senso fu operato con l’Associazione internazionale dei lavoratori, più tardi ribattezzata Prima Internazionale, nata a Londra per iniziativa del filosofo ed economista tedesco Karl Marx e in cui confluirono le diverse correnti ideologiche che caratterizzavano il proletariato di Inghilterra, Francia e Italia: dai socialisti agli anarchici passando per i repubblicani mazziniani. L’obiettivo immediato dell’associazione fu di migliorare la condizione dei lavoratori, partendo dalla limitazione della giornata lavorativa ad otto ore. In nome di questa battaglia si formò un ampio consenso tra gli operai statunitensi, riuniti nella federazione sindacale denominata Federation of Organized Trades and Labor Unions. Quest’ultima stabilì che a decorrere da sabato 1° maggio 1886, nelle fabbriche non si sarebbero superate le otto ore di lavoro al giorno. Di fronte alla netta chiusura di istituzioni e imprese, venne indetto per quella data uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti. Circa 400 mila persone incrociarono le braccia, fermando la produzione in 12 mila fabbriche. Il cuore di quest’ondata di contestazione si ebbe a Chicago, dove per le strade si riversarono in 80 mila, scatenando la violenta reazione delle forze dell’ordine che non esitarono a sparare sui dimostranti. In quattro persero la vita. La reazione a quest’episodio si concretizzò nel corso di un comizio tenuto il 4 maggio ad Haymarket Square, quando venne lanciata una bomba contro gli agenti, provocando sette morti e decine di feriti. L’accaduto diede il pretesto per reprimere nel sangue tutte le successive manifestazioni che si tennero negli USA e per condannare a morte 8 esponenti anarchici. I fatti di Chicago colpirono l’immaginario del movimento operaio internazionale e di qui nacque l’idea di fare del 1° maggio una giornata da dedicare al mondo del lavoro. La proposta venne messa nera su bianco il 14 luglio del 1889, a Parigi, durante il congresso della neonata Seconda Internazionale (erede diretta di quella fondata da Marx). Fu stabilito che l’anno seguente, in quella data, si sarebbe tenuta una grande manifestazione, simultaneamente in tutta Europa e in diversi paesi del mondo. La prima Festa dei lavoratori riscosse un’adesione di gran lunga superiore alle aspettative, confermata anche nel 1891, quando si tenne per la prima volta anche in Italia (l’anno prima era stata vietata dal governo Crispi e repressa sul nascere). Da quell’anno la Seconda Internazionale decise di rendere definitiva l’istituzione della festa. Ebbe inizio una tradizione destinata a consolidarsi nel tempo e ad accendere i riflettori sulle problematiche del mondo del lavoro. Dall’obiettivo iniziale delle 8 ore lavorative la battaglia si allargò ad altri diritti, come quello allo sciopero, riconosciuti più tardi nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (10 dicembre 1948). In Italia, la tradizione del 1° Maggio conobbe la sua pagina più drammatica nell’eccidio di Portella della Ginestra (in provincia di Palermo), strage mafiosa in cui rimasero uccisi 11 contadini. Dal 1990, i tre principali sindacati italiani, CGIL, CISL e UIL, lanciarono l’idea di una rassegna musicale da tenere annualmente in piazza di Porta San Giovanni a Roma, nota ancora oggi con il nome di Concerto del Primo Maggio, kermesse interrotta nel 2020 per la pandemia da COVID-19.
1956 – Il vaccino antipoliomelite sviluppato da Jonas Salk viene reso disponibile al pubblico.
1967 – Elvis Presley e Priscilla Beaulieu si sposano.
1978 – Il giapponese Naomi Uemura, viaggiando in slitta, diventa la prima persona a raggiungere in solitaria il Polo Nord.

Nati in questo giorno
Violante Placido – Attrice e cantante, figlia dell’attore regista Michele Placido e dell’attrice Simonetta Stefanelli, è nata a Roma. A diciassette anni debutta al fianco del padre nel film drammatico “Quattro bravi ragazzi” (1993) di Claudio Camarca. Le pressioni cinematografiche di pubblico e di critica che ne scaturiscono, anche per l’inevitabile confronto col genitore, la allontanano per tre anni dalle scene, nel corso dei quali si dedica alle altre sue passioni, tra cui la musica. Torna a recitare nel 1996 con il film di Ricky Tognazzi, “Le vite spezzate”, seguito dalla commedia “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” accanto a Stefano Accorsi. Questa volta le sue interpretazioni convincono e spingono il regista Sergio Rubini ad affidarle un ruolo di gran rilievo nella pellicola L’anima gemella, per il quale viene candidata come miglior attrice al Nastro d’argento. Nel 2003, è nel cast dei film “Ora o mai più” di Lucio Pellegrini e “Che ne sarà di noi” di Giovanni Veronesi, per il quale riceve la nomination al David di Donatello sempre come migliore attrice. Seguono “Gli indesiderabili”, “Ovunque sei” (diretta dal padre), “Il giorno + bello”, “La cena per farli conoscere” di Pupi Avati e “Lezioni di cioccolato”, film che ne evidenziano il talento e la consacrano tra le nuove leve del cinema italiano. Nel 2006 debutta nel mondo musicale come cantante e autrice dell’album rock “Don’t be shy”, con lo pseudonimo di Viola, e firma diverse collaborazioni con cantautori noti. Nel 2009 torna al cinema e interpreta il discusso ruolo di Moana Pozzi nell’omonima miniserie tv in onda su Sky e recita in “The American” al fianco di George Clooney. Seguono “Ghost Rider – Spirito di Vendetta” con Nicholas Cage e “Il Cecchino” di Michele Placido, dove recita accanto a Luca Argentero. La pellicola, co-prodotta con Francia e Belgio, è stata presentata in anteprima al Festival Internazionale del film di Roma 2012. Nel febbraio 2019 arriva nelle sale cinematografiche con il film Modalità aereo e nel successivo mese di luglio con Restiamo amici. Compie 46 anni.
Roby Facchinetti – Una voce come la sua difficilmente si dimentica, specie se per cinquanta anni ha scandito i successi di uno dei gruppi più longevi della storia della musica… i Pooh! Nato a Bergamo, Camillo Ferdinando Facchinetti entra a 8 anni nel conservatorio “Donizetti” della sua città, studiando prima fisarmonica e poi pianoforte. Nel 1958 gira per le balere bergamasche con la band I Monelli e sei anni dopo con i Pierfilippi e les Copain, debuttando in un locale di Torino dove utilizza per la prima volta il nome d’arte “Roby”. Nel 1966, a Bologna, incontra i Pooh che gli propongono di sostituire il tastierista Bob Gillot e il suo destino musicale cambia radicalmente, portandolo in poco tempo ad assumere il ruolo di leader, nonché di compositore della maggior parte dei loro brani. Il primo album, “Per quelli come noi”, si rivela un buon successo commerciale, vendendo 15 mila copie (tante per l’epoca!) ma è con Opera prima del 1971 che nasce il mito della band. Alternandosi come autore con Dodi Battaglia, dopo l’addio di Riccardo Fogli, Facchinetti diventa la voce principale, interpretando brani immortali quali Uomini soli, “La donna del mio amico” e “Dimmi di sì”. Attivo anche come solista, nel 2014 pubblica il terzo album “Ma che vita”, che risulta subito tra i più venduti in Italia. Conclusa la lunga esperienza dei Pooh, con Riccardo Fogli, nel novembre 2017, pubblica un CD dal titolo “Insieme”, e nel 2018 partecipa al Festival di Sanremo con il brano “Il segreto del tempo”, conquistando il 18° posto finale. Nel settembre 2020 esce l’album dal vivo Inseguendo la mia musica. Padre di cinque figli, tra cui la stilista Alessandra e il noto dj e presentatore televisivo Francesco, è Cavaliere della Repubblica Italiana, titolo ricevuto nel 1986 dall’allora presidente Cossiga. Festeggia 78 anni.

Eventi sportivi
1994 – GP di San Marino, muore Senna. Il terzo GP della stagione 1994 del Mondiale di Formula Uno passa alla storia per il più alto numero di incidenti mortali. Schumacher guida da solo la classifica del mondiale piloti. Nel venerdì di prove, Barrichello (Jordan) ha un terribile incidente alla Variante Bassa ma subisce solo contusioni a un braccio e al naso, per le quali gli viene vietato di proseguire. Il sabato comincia il dramma: nel pomeriggio, durante le prove, muore Roland Ratzenberger (Simtek) nello schianto contro il muro della curva intitolata a Gilles Villeneuve. In un clima teso e permeato di paura, Ayrton Senna centra la terza pole dell’anno e fa preparare una bandiera austriaca per onorare Ratzenberger nel caso vinca la corsa. Al via un terribile incidente tra Pedro Lamy su Lotus e JJ Lehto su Benetton causa il ferimento di una decina di tifosi. Al settimo giro, la Williams di Senna esce di pista al “Tamburello”, andando a sbattere contro le barriere di protezione. Il brasiliano morirà poche ore dopo per le gravi lesioni riportate al cervello. Proprio durante il dramma in pista Comas, che non si avvede della bandiera rossa, esce dai box e rischia di schiantarsi contro l’elicottero di soccorso, atterrato in pista. Il Gran Premio termina in un’atmosfera surreale, con la vittoria di Schumacher e il podio completato dal ferrarista Larini e dal finlandese Häkkinen.

Proverbio/Citazione
Di Maggio, vai adagio.
“Non esiste una curva dove non si possa sorpassare” Ayrton Senna