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“Buon viaggio Marchese!”

Un personale ricordo di Pier Maria Barale, Peru per tutti, mancato ieri, mercoledì 11 maggio, dopo breve malattia

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I.A. ha voluto ricordare il ragioniere Pier Maria Barale, Peru per tutti, con cui ha condiviso anni di lavoro.

“Peru…. O meglio Barale Pier Maria, Marchese di Cartignano – decaduto. (Così amava presentarsi). E’ stato il mio mentore, quando l’ho visto per la prima volta, ero in servizio alla Casa di Riposo da qualche mese, avevo un po’ di tosse e mi disse: “Madamin, ma chila l’è tisica! Non è ancora andata a farsi vedere?”
Mi ha insegnato tanto, non voglio essere mielosa, in questo ci assomigliamo. Ed è stato questo che ci ha unito. Siamo tutti e due pratici e curiosi, sempre alla ricerca di imparare qualcosa (lui insegnava sempre), mi ha aiutato nella mia autostima, mi ha appoggiato nelle difficoltà del lavoro, anche quando non gli competeva mi dava sempre i suoi consigli. Mi ha insegnato nuovi sentieri di montagna e raccontato avventure, incontri e scontri. Era uno schietto. Se gli piacevi a pelle ti appoggiava, ma se sentiva la falsità (e questa la sentiva bene) allora era proprio antipatico! Non aveva peli sulla lingua e per questo, per qualcuno, poteva apparire un personaggio scomodo. Oltre che scomodo era anche imprevedibile, ma soprattutto ONESTO. Di quelli onesti che non se ne trovano più. Un pozzo di aneddoti e di cultura, storie a 360°, le partite a “La belotta” al Città, (aveva anche provato ad insegnarmela), oppure le avventure sugli sci, e la storia su come si fa la grappa in casa, la buona cucina e anche la raccolta delle erbe.
In tutti gli anni in cui è stato Direttore della Casa di Riposo mi ha fatto apprezzare anche un po’ il jazz. Avevo sempre la radio accesa perché la musica mette allegria e lui avrebbe voluto che anche gli ospiti ascoltassero la musica che piaceva a lui; l’ho visto arrabbiarsi davanti ad un’ingiustizia, ridere di fronte ad una scena fra gli anziani, già: gli anziani. Abbiamo sempre condiviso che anche se sei anziano devi avere una vita che valga la pena di essere vissuta; la Casa di riposo doveva essere non solo una casa, ma una casa aperta e che permettesse un miglioramento della qualità di vita, fino a quando ciò era possibile. Quando è nata l’associazione dei Volontari ci ha supportato, sempre, ma sempre dietro le quinte. Non gli è mai piaciuto mettersi in mostra. L’unica foto che ho con lui è stata quando Susanna Agnese del Corriere ha voluto immortalare la fine del servizio in Casa di Riposo (le norme non permettevano più che rivestisse la posizione, anche se a titolo gratuito) e lasciava a me il testimone. Non ha mai partecipato ai progetti dei Volontari, ma li ha sempre promossi. Le sue frasi storiche ancora oggi le ricordiamo in Comune e nei momenti di pausa spesso vengono rievocate…..
“Bene: disse la signora Irene, e vomitò”
Buon viaggio Marchese!”

Lettera firmata

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