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Una Pasqua di speranza nella riflessione del Vescovo di Saluzzo

Il Papa chiede di fermare la corsa agli armamenti, di bandire le armi nucleari, di pervenire al disarmo, di fermare il nuovo “Erode”

Saluzzo. La voce forte e profetica di Papa Francesco continua a ribadire il suo fermo no alla guerra, al terrorismo e alla violenza e a sostenere con vigore che i conflitti tra i popoli si placano esclusivamente “riconoscendo la dignità di ogni persona umana e facendo rinascere tra tutti un’aspirazione mondiale alla fraternità” (FT n. 8).

Il Papa chiede di fermare la corsa agli armamenti, di bandire le armi nucleari, di pervenire al disarmo, di fermare il nuovo “Erode”.

Perché la pace è possibile soltanto nella fiducia vicendevole e nella comune realizzazione di un benessere globale.

Come credenti e come uomini di buona volontà, non vogliamo lasciare sola questa voce; desideriamo fare nostro il suo sguardo, che si posa sulla guerra con gli occhi di chi la combatte e di chi la subisce; imploriamo anche noi la pace, sogniamola e speriamola con il cuore dei bambini che la vivono, ancora ignari dell’odio che uccide.

“Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più” (Mt 2, 18).

L’urlo straziante che lacera la pace e la convivenza tra fratelli, infranga tutte le sordità e faccia cadere ogni esitazione. Esso chiede a tutti di intensificare la preghiera e ogni forma di bene.

So che si prega già molto per le popolazioni in guerra, ma chiedo che in ogni parrocchia e fraternità pastorale, in ossequio alle accorate sollecitazioni del Papa, si intensifichino le invocazioni per la pace. Si preghi durante le celebrazioni eucaristiche; si prevedano incontri di riflessione e altri di preghiera: si dedichi un’ora settimanale di adorazione eucaristica (o di giovedì o di venerdì), si compia l’esercizio della Via Crucis.

Si preghi in chiesa; si preghi insieme in famiglia; si preghi individualmente: si preghi, non si perda la speranza e, ciascuno nel proprio ambiente, sia costruttore di pace e di bene! “Il bene, come anche l’amore, la giustizia e la solidarietà, non si raggiungono una volta per sempre; vanno conquistati ogni giorno”. Con perseveranza e con tenacia; con sacrificio e abnegazione.

Si respira ovunque un clima di incertezza, di confusione, di ripiegamento, di smarrimento. Dolori e ombre sembrano oscurare gli orizzonti della speranza. Eppure, anche dentro questo tempo ci raggiunge la Pasqua ed è vera! Gesù muore e risorge; passa dalla croce al sepolcro, ma non rimane nella tomba perché l’Amore è sempre vittorioso sulla morte e sul male: Lui, Gesù Cristo, il Signore Risorto, è la nostra forza e la nostra speranza! 

Speravamo!”, dicono delusi i due discepoli sulla strada del loro ritorno a Emmaus! Ma Gesù Risorto era già con loro, aveva già fatto, insieme ai due uomini sfiduciati, un tratto di strada. Dentro il grigiore dei nostri giorni, dentro le nostre stanchezze, smarrimenti e delusioni risuona ancora l’annuncio gioioso: Gesù è Risorto!

Sfolgori, allora, il sole di Pasqua perché non vince la guerra, non vince la violenza, non vince il potere arrogante, non vince il peccato di Adamo: vince la mite forza di Cristo, il Signore della vita. 

La Pasqua ha sconvolto e continua a sconvolgere!

La Pasqua è il nome della speranza cristiana!

La Pasqua è il cammino del bene!

La Pasqua non verrà; la Pasqua è già qui, ora e adesso!

 

Cristiano Bodo

Vescovo di Saluzzo