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Con la “pandemia dell’amore” i Cuori di Pace conquistano il Borelli di Boves foto

I ragazzi di Alessandra Liberio e della Scuola di Pace impressionano lo storico Auditorium: "Ci diciamo indipendenti, ma continuiamo a scegliere sulla base di quello che ci è stato insegnato, non sulla base di quello che siamo, che sentiamo. E alla fine dei conti, un giorno dovrai ammetterlo,  finché non comprendi la tua vera natura, non sarai un indipendente, ma tutto il contrario"

“Spesso, meno sei compreso, e più quello che pensi ha valore. Ti daranno del folle, ma credo che essere folli sia semplicemente avere il coraggio di essere se stessi. E sì, la gente ti chiama “pazzo” quando ti ribelli a qualcosa, e ci viene insegnato questo fin da piccoli, che ribellarsi è sbagliato. In realtà credo che la ribellione sia l’unica via d’uscita per essere chi siamo veramente. Perché ognuno preso singolarmente ha il suo unico e autentico valore, ma noi tendiamo ad omologarci, ci trattano e ci trattiamo come se fossimo e dovessimo essere tutti uguali. Siamo così schiavi di questo sistema che non ce ne accorgiamo nemmeno più e crediamo di essere liberi, crediamo che quello che abbiamo in testa sia la nostra vera idea del mondo, mentre siamo succubi della società e di tutte le sue convenzioni. Se ci si pensa, le persone più importanti della storia più lontana e contemporanea che hanno portato cambiamenti significativi nel mondo, che hanno portato veri miglioramenti, sono state tutte ribelli. Potremmo essere tutti dei ribelli, liberarci dalle catene che ci tengono legati e di cui noi stessi abbiamo la chiave. Eppure ci ostiniamo a fare scelte dettate solo da quella che chiamiamo razionalità e che spesso si confonde coi nostri schemi mentali, e non invece dall’istinto, ma soprattutto non dal cuore. Ci diciamo indipendenti, ma continuiamo a scegliere sulla base di quello che ci è stato insegnato, non sulla base di quello che siamo, che sentiamo. E alla fine dei conti, un giorno dovrai ammetterlo,  finché non comprendi la tua vera natura, non sarai un indipendente, ma tutto il contrario”. Recita uno dei passaggi del monologo letto da Arianna e scritto a quattro mani con Larisa, uno dei momenti clou di “Elezioni per un nuovo governo“, evento della Scuola di Pace di Boves, e dei suoi “Cuori di pace“, andato in scena nella serata di ieri (martedì 12 aprile) all’Auditorium Borelli di Boves.

L’evento, fortemente voluto dalla coordinatrice Alessandra Liberio, sorprende sin dalle battute iniziali, con “Bohemian Rhapsody” che fa da sottofondo alla carrellata dei tanti personaggi a cui i Cuori di Pace fanno riferimento. Ci sono Albert Einstein, Gandhi e Martin Luther King, ma anche riferimenti più recenti come Nelson Mandela, Paolo Borsellino e Greta Thunberg. Ma sorprendono anche i “Cuori di Pace”, la cui sana esuberanza sana non sfocia mai nell’arroganza e si mantiene nei confini della sicurezza di se stessi e della piena consapevolezza delle proprie virtù. Non sono invece sorpresi gli altri componenti il coordinamento della Scuola di Pace presenti alla serata: Gloria Gavotto, Ivana Ramero, Valeria Morini e Alessandro Cometto salgono sul palco e spiegano come e quanto credono a questi ragazzi e al fortissimo messaggio che possono mandare.

E alla fine il nuovo Governo i “Cuori di Pace” lo nominano davvero, anche se si tratta di un Esecutivo un po’ diverso da quelli a cui siamo abituati. I ministri ci sono, ma anzichè occuparsi di Economia, Giustizia ed Esteri sono deputati alla salvaguardia dei valori più importanti nell’esistenza di ciascuno di noi. Così all’onestà c’è Giulia; alla “salute e benessere” Matteo; al “rispetto” Giorgia, Sofia e Federica; alla “libertà” Irene, al “coraggio” Giulia e Giovanni; alla verità Karen; alla pace Alessio e Cassandra; alla gioia Elma; alla condivisione Endi; alla perseveranza Giovanni, Davide e Arianna; all’equilibrio Arianna e Arianna; alla gratitudine Chiara e Gabriele; Ginevra alla consapevolezza; Kejsi alla maturità, Irene e Lorenzo all’amore.

La conclusione è affidata a “Girotondo intorno al mondo” di Sergio Endrigo, scelta dai ragazzi e interpretata dalla bravissima Valeria Arpino, che coinvolge il pubblico in una danza finale alla quale prendono parte anche il vicesindaco di Boves Matteo Ravera e l’assessore Fabio Climaci, presenti in rappresentanza dell’amministrazione comunale.

L’ideale commiato da una serata che difficilmente non rimarrà nella memoria di chi l’ha vissuta è riassunto nelle parole conclusive del monologo di Arianna e Larisa: “E tu che mi stai ascoltando, questa sera quando tornerai a casa, prima di addormentarti, rifletti e liberati anche solo per un momento dai limiti che ti poni. Pensa di poter fare ciò che ti rende felice per davvero e di poter creare una ‘pandemia dell’amore’ perché gli abbracci, gli sguardi e le parole, quando c’è amore, hanno il potere di scaldare il nostro cuore e quel calore noi lo chiamiamo pace”.