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Cia Cuneo: “Ancora prorogata la scadenza per la revisione obbligatoria delle macchine agricole”

Un altro posticipo perché non esistono Centri autorizzati sul territorio per il collaudo se non quello “istituzionale” della Motorizzazione Civile. E ci sono problemi anche sulle modalità dei controlli

Il Decreto Milleproroghe 2022 ha di nuovo posticipato i termini per la revisione obbligatoria delle macchine agricole. Come si legge all’articolo 5-ter del provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 28 febbraio, queste sono le nuove scadenze: per i veicoli immatricolati entro il 31 dicembre 1983, il collaudo va effettuato entro il 31 dicembre 2022; per i veicoli immatricolati dal 1º gennaio 1984 al 31 dicembre 1996, la data è il 31 dicembre 2023; per i veicoli immatricolati dal 1º gennaio 1997 al 31 dicembre 2019, la verifica è prevista entro il 31 dicembre 2024; per i veicoli immatricolati dopo il 1º gennaio 2020, il controllo deve essere eseguito entro il quinto anno successivo alla fine del mese di prima immatricolazione. Si tratta dell’ultima di una serie di proroghe, perché il primo Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che prevedeva la revisione delle macchine agricole è del 20 maggio 2015, poi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il successivo 30 giugno. 

Per il mondo agricolo, da un punto di vista, il provvedimento è positivo perché allunga le scadenze previste in precedenza che portavano le date di un anno e mezzo prima. E per i veicoli immatricolati entro il 31 dicembre 1983, fissata al 30 giugno 2021, i termini erano già scaduti. 

Come mai si è creata questa situazione? I principi generali della Legge ci sono, però mancano alcuni decreti attuativi che consentono di renderla pienamente operativa. Al momento, infatti, non sono ancora stati individuati, come per le automobili o i mezzi commerciali, dei Centri autorizzati ad effettuare le revisioni. L’operazione può essere effettuata solo a quello “istituzionale” della Motorizzazione Civile. Ed essendo milioni in Italia le macchine agricole da verificare, sono notevoli le difficoltà per le aziende del settore di rispettare l’obbligo nei tempi indicati. 

Inoltre, mancano alcune regole tecniche come le modalità di esecuzione dei controlli e i requisiti minimi richiesti. E quindi il collaudo diventa impossibile, anche perché le macchine agricole hanno caratteristiche strutturali molto diverse tra di loro. L’obbligo, infatti, riguarda i trattori gommati, ma anche quelli cingolati, le macchine agricole operatrici semoventi a due o più assi; i rimorchi agricoli con massa complessiva a pieno carico superiore o inferiore a 1,5 tonnellate, ma solo se le dimensioni di ingombro superano i quattro metri di lunghezza e i due metri di larghezza: le macchine operatrici come gli spartineve, le spanditrici di sabbia, i carrelli. 

Per i mezzi non in regola con la revisione, il Codice della Strada prevede delle sanzioni: quelle amministrative da 85 a 338 euro e, poi, il ritiro della carta di circolazione o del certificato di idoneità tecnica del mezzo fino a quando il collaudo non viene effettuato. Però, al momento, in mancanza dell’impianto normativo di riferimento, le stesse sono state sospese. Risulterebbe che avrebbero trovato applicazione, con invio al controllo, solo nei casi in cui l’agricoltore fermato dalle Forze dell’Ordine procedesse lungo una strada pubblica con evidenti problemi ai mezzi utilizzati.

Cosa dice in merito la Cia Cuneo? A rispondere è Silvio Chionetti: vicedirettore e responsabile dell’area tecnica provinciale dell’Associazione. Sottolinea: “Grazie agli incentivi dell’Agricoltura 4.0 e ai bandi del Programma di Sviluppo Rurale molte macchine agricole in questi ultimi anni sono state sostituite. Ma ne esistono ancora di quelle datate che, effettivamente, avrebbero bisogno di un controllo della loro funzionalità. La sicurezza del lavoro in agricoltura è sempre stato uno dei nostri cavalli di battaglia e continuiamo a sostenere che sia fondamentale portare avanti tutte le iniziative necessarie a garantirla. Se, però, non ci sono Centri autorizzati al collaudo, oltre alla Motorizzazione, è un disagio notevole per il settore. Oltre ai lunghi tempi di attesa, non si può chiedere all’agricoltore di  spostarsi di decine di chilometri per raggiungere il luogo del controllo. E poi bisogna capire come si fanno le revisioni: ad esempio un trattore gommato è molto differente da quello cingolato. La questione è complicata, ma è necessario trovare in tempi brevi una soluzione per dare risposte concrete al mondo agricolo in attesa da troppi anni”.