Quantcast

“Brondello, Gambasca, Pagno, Piasco e Venasca siano catalogati come montani per la qualità dell’aria”

A seguito dell’adozione delle nuove disposizioni straordinarie in materie di qualità dell’aria in Piemonte e su tutto il bacino Padano, è stata inviata la richiesta di rivalutare la collocazione dei cinque comuni, inseriti nella zona collinare del territorio regionale senza considerare adeguatamente la loro prevalente territorialità montana

presidenti delle Unioni Montane Valle VaraitaSilvano Dovetta, e Comuni del MonvisoEmidio Meirone, hanno scritto una lettera ai vertici della Regione Piemonte per chiedere che i comuni di Brondello, Gambasca, Pagno, Piasco e Venasca, facenti parte delle Unioni, siano classificati come montani ai fini dell’applicazione delle misure straordinarie varate per il mantenimento della qualità dell’aria in Piemonte.

Come è noto, la Regione Piemonte ha recentemente adottato disposizioni straordinarie in materia di qualità dell’aria, a integrazione e potenziamento delle misure di limitazione delle emissioni in atmosfera e dei protocolli attualmente vigenti. Le misure, prese in accordo con le altre Regioni del Bacino padano (Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna), sono state assunte con deliberazione della Giunta regionale, d.g.r. n. 9-2916 del 26 febbraio 2021 e sono in vigore dal 1° marzo 2021 su tutto il territorio regionale ma con significative differenziazioni legate alla zona e al numero di abitanti dei Comuni interessati. In un allegato alla deliberazione è stato inserito l’elenco dei comuni della Regione, suddivisi per zona: in questo documento i comuni di Brondello, Gambasca, Pagno, Piasco e Venasca sono stati attribuiti alla Zona IT0120, ovvero alla parte collinare del territorio regionale, senza tenere evidentemente nella giusta considerazione la loro adesione ad una unione di comuni montani. In particolare, ciò comporta tra il 15 settembre e il 15 aprile il divieto di abbruciamento di materiale vegetale, pratica fondamentale in comuni come quelli in questione nei quali l’economia agricola e silvopastorale riveste tuttora molta importanza. Se l’attribuzione dei cinque comuni alla zona collinare regionale non verrà variata, essi saranno di fatto penalizzati rispetto ai comuni limitrofi aderenti alle Unioni montane, dove queste limitazioni non saranno poste in essere.

Nella comunicazione, inviata al presidente Alberto Cirio, al vicepresidente Fabio Carosso, all’assessore ad Ambiente, Energia e Innovazione Matteo Marmati e all’assessore all’Agricoltura, Cibo, Caccia e Pesca Marco Protopapa, i presidenti delle Unioni Montane sottolineano come fin dalla nascita delle allora Comunità Montane Brondello, Gambasca, Pagno, Piasco e Venasca siano sempre stati considerati montani e, pertanto, chiedono una ulteriore valutazione che possa portare alla modifica della documentazione, riconoscendone la territorialità prevalentemente montana che gli garantisce “di essere inseriti come classificazione in ‘zona montana’, come gli altri comuni facenti parte delle Unioni sopra citate” e, di conseguenza, di avere condizioni più lievi nell’applicazione delle nuove disposizioni regionali.