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Morte Lorenzo Parelli, Rifondazione Cuneo: “Abolire immediatamente alternanza scuola-lavoro”

Nella nota ufficiale della sezione cuneese di Rifondazione Comunista tutto l'indignazione e il cordoglio per la tragica del diciottenne udinese durante l'ultimo giorno di stage non retribuito curricolare in tutte le scuole superiori.

Sono parole di sdegno e di rabbia quelle rilasciate dalla sezione cuneese di Rifondazione Comunista riguardo alla tragica scomparsa del giovane Lorenzo Parrelli. Il ragazzo, diciottenne della provincia di Udine, durante l’ultimo giorno di alternanza scuola-lavoro, il tirocinio non retribuito curricolare per tutti gli studenti delle scuole superiori, è morto schiacciato da una trave nell’azienda dov’era “ospite”.

L’indignazione dei comunisti cuneesi riguarda soprattutto l’assenza di regole feree a tutela dei giovani lavoratori che svolgono l’Alternanza. “Lorenzo Parelli, morto venerdì 21 gennaio a 18 anni in un’azienda in provincia di Udine, doveva essere tra i banchi di scuola. Non è il primo incidente grave durante l’alternanza scuola-lavoro nel nostro paese. Non è accettabile che un ragazzo venga mandato a lavorare (per di più gratuitamente) in un contesto così pericoloso.

La realtà è che l’alternanza non corrisponde per nulla a quanto sostengono le norme che l’hanno introdotta: non è previsto alcun compenso, nemmeno il rimborso spese, per gli studenti che sono in alternanza; non c’è nessun paletto alle mansioni che si possono affidare. Ragazze e ragazzi non arricchiscono il loro percorso formativo ma perdono preziose ore di studio che mai nessuno restituirà loro. Si deve insegnare ai ragazzi ad amare la lettura, i libri, la conoscenza, non mandarli al macello.

Non si può rubare la vita ai ragazzi in questa maniera barbara. Si usa la scusa della formazione per procurare manodopera gratuita alle imprese. Siamo tornati a una società iper-classista. Chi ha introdotto questa legge e l’ha votata è da ritenersi politicamente responsabile di quanto sta accadendo.

A governo e parlamento torniamo a chiedere di abolire immediatamente questa legge infame e che la scuola recuperi il compito che le assegna la Costituzione”.