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Peste suina africana, il Piemonte chiede la riforma della legge sulla fauna selvatica

“L’intensificarsi dei casi di Peste suina africana in tutta Europa deve aumentare l’attenzione delle istituzioni ad ogni livello, anche UE, per tutelare le produzioni zootecniche e l'economia delle nostre aziende, attivando decisioni urgenti che mettano in condizione le Regioni di poter operare su questa annosa criticità” è quanto dichiarato dal governatore Cirio e l'assessore all’Agricoltura Protopapa

Sulla vicenda della Peste suina africana sono intervenuti il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore all’Agricoltura Marco Protopapa per il Piemonte: “Come in più occasioni richiesto ai Ministeri competenti dal Piemonte, insieme a tutte le altre Regioni, è necessario che le istituzioni preposte riprendano definitivamente in mano la legge 157/92 per adeguarla alle esigenze attuali con una riforma radicale della legge sulla fauna selvatica. Con le norme attuali e la carenza di personale per il controllo non si è più in grado di contrastare il fenomeno della proliferazione dei cinghiali”.

Nel limite delle possibilità concesse, a dicembre la Giunta regionale ha adottato per la prima volta una delibera che estende la possibilità per la stagione venatoria 2021-2022 di applicare dei piani di prelievo numerico-selettivi della specie cinghiale per il periodo compreso tra il 1° ed il 31 gennaio.

“L’intensificarsi dei casi di Peste suina africana in tutta Europa – aggiungono Cirio e Protopapa – deve aumentare l’attenzione delle istituzioni ad ogni livello, anche UE, per tutelare le produzioni zootecniche e l’economia delle nostre aziende, attivando decisioni urgenti che mettano in condizione le Regioni di poter operare su questa annosa criticità”.