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Perché San Francesco di Sales è il patrono dei giornalisti?

La ricorrenza oggi, 24 gennaio

San Francesco di Sales, vescovo di Ginevra e dottore della Chiesa, è il più importante celebre santo della Savoia. Nato il 21 agosto 1567 nel castello di Sales presso Thorens, appartenente alla sua antica nobile famiglia. Divenne vescovo della città nel 1602. Morì a Lione il 28 dicembre 1622.

Il padre sognava per lui una brillante carriera giuridica, lo mandò a studiare all’università di Padova, qui Francesco si laureò, ma dove pure portò a maturazione la vocazione sacerdotale. Ordinato il 18 dicembre 1593, si dedicò soprattutto alla predicazione, scegliendo non la contrapposizione polemica, ma il metodo del dialogo.

Per incontrare i molti che non avrebbe potuto raggiungere con la sua predicazione, escogitò il sistema di pubblicare e di far affiggere nei luoghi pubblici dei “manifesti”, composti in agile stile di grande efficacia. Questa intuizione, meritò a S. Francesco di essere dato, nel 1923, come patrono ai giornalisti.

Un lavoro quello del giornalista che permette di incontrare persone, dialogare con loro, scoprire e conoscere le loro vite e raccontarle.

Arriva un invito speciale in questa giornata da parte di Papa Francesco ad ascoltare la gente con il cuore senza fermarsi al gossip ricordandosi quanto nel lavoro del giornalista sia essenziale comunicare.

Il messaggio che ha scritto per la ricorrenza di San Francesco di Sales si conclude così: “A un illustre medico, abituato a curare le ferite dell’anima, è stato chiesto quale sia il bisogno più grande degli esseri umani. Ha risposto: Il desiderio sconfinato di essere ascoltati. Un desiderio che spesso rimane nascosto, ma che interpella chiunque sia chiamato ad essere educatore o formatore, o svolga comunque un ruolo di comunicatore: i genitori e gli insegnanti, i pastori e gli operatori pastorali, i lavoratori dell’informazione e quanti prestano un servizio sociale o politico” quindi sottolinea che il giornalismo è fondamentale a patto che non si fermi alla superficie.