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“L’aumento delle bollette certifica il fallimento della privatizzazione del settore energetico”

Alessio Giaccone (Rifondazione Comunista Cuneo): "Il risultato di venticinque anni di deregulation non è stata la diminuzione delle bollette ma lo stalking telefonico continuo da parte di venditori"

Scrive Alessio Giaccone, segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista.

“Le bollette aumentano a causa dei profitti. È tornato ad ammetterlo in conferenza stampa Draghi che aveva già parlato di “profitti fantastici” di produttori e venditori nella conferenza stampa di fine anno. Nella conferenza stampa del 10 gennaio ha detto: “per le bollette chi ha fatto profitti potrebbe condividerli”. Draghi non lo confesserà mai ma la realtà è che gli aumenti spropositati delle bollette certificano il fallimento della liberalizzazione e della privatizzazione del settore energetico a livello europeo e italiano. Le proposte europee di Draghi per affrontare la situazione sono inadeguate perché non mettono in discussione i meccanismi folli che sono stati creati dalle riforme neoliberiste veicolate dalle direttive europee e dalla sciagurata quanto zelante attuazione in Italia da parte del centrosinistra alla fine degli anni ’90.

Non solo è stato eliminato il monopolio pubblico dell’energia con la privatizzazione e lo spezzatino dell’ENEL ma sono stati eliminati i poteri degli stati nella determinazione delle tariffe. Il risultato di venticinque anni di deregulation non è stata la diminuzione delle bollette ma lo stalking telefonico continuo da parte di venditori.

Nel dicembre 1996 con la direttiva sulle «regole comuni per il mercato interno dell’elettricità» si chiedeva agli stati di passare da un monopolio naturale a un «mercato dell’elettricità concorrenziale e competitivo». Seguì la privatizzazione.

Come Rifondazione Comunista rivendichiamo l’opposizione che allora conducemmo nel parlamento europeo e in quello italiano contro queste pseudo riforme.

Grazie a queste “riforme” gli italiani sono tartassati due volte: con bollette salatissime e con gli stanziamenti che il governo deve fare (sempre con i soldi che vengono dalle nostre tasse) per contenere gli aumenti. Questo sistema di rapina va fermato.

Chiediamo di ripristinare in sede nazionale ed europea la determinazione pubblica delle tariffe facendola finita con questo ultraliberismo e di avviare la ripubblicizzazione del settore energetico”.