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Covid-19, dal 1° gennaio 2022 la quarantena non è più considerata malattia

I lavoratori non ancora vaccinati, o che non abbiano ricevuto ancora la seconda dose o il booster, i vaccinati da oltre 120 giorni, se il governo non interverrà con un rifinanziamento o con decreti appositi, dovranno usare le ferie per non perdere lo stipendio

Finché uno non si trova ad affrontare la situazione spesse volte non è a conoscenza delle variazioni.

E’ questo il caso che riguarda il cambio, a partire dal 1° gennaio scorso, riguardante la quarantena per covid-19: non è più assimilata a malattia e previste anche variazioni per i lavoratori fragili.

Cosa è cambiato? I lavoratori del settore privato in quarantena non riceveranno più l’indennità INPS di malattia. Per i lavoratori fragili, sia del settore pubblico sia del privato, l’assenza dal lavoro, giustificata da una patologia certificata, non è più assimilata al ricovero ospedaliero, e non dà diritto alla relativa indennità economica. Estesa la possibilità di lavorare in smart working fino al 28 febbraio 2022.

Fino al 31 dicembre 2021 la quarantena dei dipendenti del settore privato era assimilata alla malattia. Una misura prorogata solo ad ottobre dal Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2022, che ha stanziato ulteriori fondi, e ne ha esteso l’operatività a tutto l’anno appena trascorso. Nessun finanziamento è stato invece previsto per il 2022.

Questo “limite” riguarda i lavoratori non ancora vaccinati, o che non abbiano ricevuto ancora la seconda dose o il booster, i vaccinati da oltre 120 giorni. Se il governo non interverrà con un rifinanziamento o con decreti appositi, dovranno usare le ferie per non perdere lo stipendio. Non cambia niente invece per chi risulta positivo al Covid: in quel caso, l’Inps specifica che il lavoratore è “temporaneamente incapace al lavoro, con diritto ad accedere alla corrispondente prestazione previdenziale, compensativa della perdita di guadagno”.