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Centallo, “Buon paradiso Tonio Racca, tu “eri” la Caritas personificata”

L'87enne è mancato al San Camillo dove era ricoverato dal 2019

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Centallo. Antonio Racca è mancato giovedì 20 gennaio, al San Camillo dov’era ricoverato dal 2019. Colonna portante della Caritas parrocchiale. Stamane, sabato 22 gennaio, nella chiesa parrocchiale si è svolto il funerale.

Riportiamo le parole di Pettiti Gianpiero che lo ricorda così:

“Buon viaggio, Tonio! Il tuo ultimo tratto di strada è stato faticoso più del dovuto, soprattutto per uno come te, abituato a vivere a contatto con gli altri, in perpetuo movimento, con mille attività da svolgere, soprattutto a vantaggio degli altri. Eri nato a Boerino di San Biagio e hai sempre parlato con orgoglio di questa tua umile origine, in una famiglia numerosa ma dalle salde radici cristiane, del tuo servizio da “vacrot” nei campi, delle “scole aute” che avevi frequentato (perché la tua aula non era a “pian terreno”). Poi ti sei fatto le ossa da “Macagnot” con le sue “cassie da mort” e con le canne d’organo di “monssù” Bossi, prima di approdare alla Michelin come tanti centallesi degli Anni Settanta e Ottanta. Non c’è stato campo che non ti abbia visto impegnato: nell’Azione Cattolica, prima, nel sindacato poi; ma discutevi anche di politica e di amministrazione locale, e sempre erano discussioni accese, perché ti scaldavi per poco e partivi sempre all’attacco. La nascita della Caritas a Centallo ti ha visto subito con le maniche “argaucià”, per fare qualcosa per gli altri, lavorando in silenzio, soprattutto nella “boita” che ti eri creato, nel cortile del “sacrista” prima, vicino a San Michele poi. Limavi, tagliavi, raschiavi, coloravi, piallavi per dare nuova vita a mobili e sedie che poi finivano nelle case dei meno abbienti: era il tuo modo per “riciclare”, non sprecare, riutilizzare. Facevi già la raccolta “differenziata” molto prima che ci venisse imposta ed era una raccolta sempre a fin di bene, per aiutare qualcuno. Per lungo tempo hai “finanziato” così la Caritas e le opere di bene che questa faceva, non curandoti delle malignità e delle frecciatine che qualcuno ti lanciava. Anzi, c’è stato un tempo in cui venivi addirittura identificato con l’istituzione, per cui “andare alla Caritas” a volte si traduceva con “andare da Tonio”. Ed era giusto che fosse così, perché tu “eri” la Caritas personificata, quando ancora si “passavano” le notti di chi era solo, si vegliavano all’ospedale i malati senza nessuno, si pulivano le case di “Tripoli” e di “Gianetu”. Mi hanno confidato un’infinità di tuoi piccoli “insignificanti” gesti di carità compiuti nel silenzio e senza pubblicità alcuna. Li ho tenuti per me, ammirandoti con anche un po’ d’invidia, perché hai fatto più tu da solo, con la tua carità silenziosa, di tutti noi messi insieme, anche se litighiamo per comparire sui giornali, rilasciamo interviste e rincorriamo benemerenze ed applausi.
“Gran bella persona” ti ha definito uno dei tuoi “bambini” di trent’anni fa, ora diventato uomo anche grazie a te, e altrettanto potrebbero dire un sacco di bambini di suor Tiziana, che hai aiutato con l’adozione a distanza: è un riconoscimento postumo che ti meriti davvero. Perché nell’al di qua non ti sei mai aspettato un grazie da nessuno, e forse nessuno mai te l’ha detto, ma il più bel grazie l’hai sicuramente già ricevuto dal Padre Eterno in persona, quando stamattina ti ha spalancato la porta, e che avrai salutato con una delle tue inimitabili smorfie. Con una pacca sulla spalla e sorridendo sornione ti avrà detto che sì, qualche difettuccio l’avevi pure tu (e chi non ce l’ha?), ma che questo era un nulla in confronto a quello che avevi fatto per suo Figlio nella persona dei più fragili di Centallo. Subito, intorno al Padre Eterno, si saranno fatti avanti i tanti che avevi aiutato, amato, coccolato, soprattutto a Centallo, e che in questi anni se ne sono andati prima di te. Ed è iniziata la festa, quella che durerà per sempre e che è davvero non ha paragone con i “taroc ed tola” che si distribuiscono quaggiù. Grazie, Tonio, di tutto. E buon paradiso! Ti voglio ricordare con una foto “storica” del 22 marzo 1992: l’inaugurazione e la benedizione di Monsignor Pescarolo al Centro d’Ascolto della Caritas di Centallo. BUON PARADISO”.

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