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A Bra un documentario per dare voce ai migranti in Provincia di Cuneo

Al cinema Imperio, mercoledì 19 gennaio alle 21 verrà proiettato "King Hair. Cinque storie dal mondo", docufilm nato in collaborazione con il progetto SAI Cuneo (Sistema di Accoglienza e Integrazione).

Mercoledì 19 gennaio, alle ore 21, presso il cinema Impero di Bra verrà proiettato il documentario King Hair. Cinque storie dal mondo. Nato in collaborazione con il progetto SAI Cuneo (Sistema di Accoglienza e Integrazione), il lavoro è stato scritto e realizzato dai documentaristi Sergio Pozzi e Simone Drocco tra aprile e giugno del 2021 e ripercorre, intrecciandole, le storie di un barbiere, di una studentessa, di un ex calciatore, di una cuoca e di un pastore che, provenienti da continenti diversi, da tempo vivono sul territorio cuneese.

Come affermano gli autori, «l’occasione per la realizzazione del documentario è stata la celebrazione della Giornata mondiale del rifugiato del 20 giugno scorso, vista come la ricorrenza più indicata per presentare degli spaccati di vita migrante del nostro territorio facendoli raccontare dai loro stessi protagonisti. Se non un’analisi, quantomeno un ragionamento su cosa succede nel mondo, e come ciò influenzi il nostro quotidiano».

In collaborazione con l’équipe integrazione dei bacini territoriali nei quali da tempo opera il SAI Cuneo, «i cinque protagonisti sono stati selezionati tra beneficiari attualmente presenti nel progetto ed ex ospiti che hanno continuato a vivere in questa provincia del Piemonte; non attori, quindi, quanto piuttosto persone che raccontano il proprio vissuto e il viaggio che le ha portate a Cuneo».

Anche la colonna sonora riveste un ruolo decisivo nel lavoro che sarà proiettato: scritta appositamente per il documentario dal musicista Morro Kanuteh e dalla Kairaba Band, questa accompagna la narrazione amplificandone il messaggio, con l’idea forte che la musica è – per definizione – migrante, mai ferma e sempre pronta a confrontarsi e a fondersi con le differenze.

King Hair vuole essere un ‘ponte’ capace di comunicare con la comunità territoriale che da anni accoglie chi proviene da Paesi diversi dal nostro. Come affermano ancora Pozzi e Drocco, «il documentario lascia la parola ai suoi cinque protagonisti seguendoli quotidianamente tra scuola, lavoro, difficoltà nel cercare una casa e fatiche della burocrazia. Un vero e proprio spaccato di vita che intende raccontare uno dei molti aspetti della migrazione e dell’accoglienza dal punto di vista di chi li vive ogni giorno sulla propria pelle». Ma non solo. «Il filo della narrazione è costituito dal rapporto con il territorio, così che il pubblico presente in sala possa riscoprire i luoghi in cui è nato per mezzo di inediti punti di vista. Ogni persona intervistata, infatti, rappresenta un differente modo di vivere questo rapporto: attraverso il volontariato, lo studio e la formazione, oppure la costruzione di una famiglia o il recupero di lavori della tradizione locale».