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Quattro chiacchiere con Fabio Allasina, astro nascente dello sci Made in Cuneo

Classe 2004, originario di Frassino, lo scorso giovedì ha conquistato la prima grande vittoria della sua carriera nel Gigante Njr di Santa Caterina. Il giovane, che due anni fa ha perso il padre, si divide tra sport, scuola e lavoro (in estate), dimostrando di avere la stoffa del campione in pista e fuori.

In provincia di Cuneo potrebbe essere in procinto di nascere una nuova stella dello sci. Il suo nome è Fabio Allasina, un ragazzo originario di Frassino, classe 2004, che giovedì scorso ha ottenuto il primo grande successo della sua carriera: già campione italiano Aspiranti di specialità lo scorso inverno, Fabio si è imposto nel Gigante Njr di Santa Caterina (SO). Attualmente Fabio gareggia nel circuito giovanile della FIS (Federazione Internazionale di Sci), e l’obiettivo stagionale è chiaro: vincerlo per diventare uno degli “osservati nazionali” e puntare, nel giro di pochi anni, a gareggiare con i grandi dello sci italiano ed internazionale.

La storia del diciassettenne è del tutto particolare, per ampi tratti quella dei predestinati. Fino a qualche anno fa Fabio praticava principalmente un altro sport, vale a dire il Triathlon, anche se lo sci era una delle passioni sue e della sua famiglia. “Veniamo dalla montagna, tutti quanti in famiglia amiamo lo sci. Inizialmente io ho praticato per molti anni entrambi gli sport, gareggiando principalmente nel triathlon. Poi però mi sono reso conto che mi divertivo di più sulla neve che nel triathlon, che è uno sport bellissimo ma estremamente impegnativo. Non che la vita da sciatore sia molto più semplice, ma la mia è stata una scelta dettata più che altro dal divertimento”. E così, Fabio ha scelto lo sci, dimostrando da subito una padronanza tecnica e fisica invidiabile, che si sta cominciando a vedere anche su alti livelli proprio in questi mesi, dato che già in primavera il ragazzo di Frassino aveva ottenuto ottimi risultati, seppur in categorie inferiori.

Ma la forza di Fabio la si riscontra soprattutto al di fuori della pista. Meno di due anni fa Fabio ha perso il padre Enzo, mentre era in trasferta in Catalogna. L’uomo era titolare di un’attività di autolavaggio a cui teneva moltissimo e che oggi cura Barbara, la madre di Fabio, con l’aiuto del figlio specialmente durante i mesi estivi, quando Fabio non è “asserragliato” dalle lezioni al Liceo Scientifico Sportivo di Saluzzo e gli allenamenti di sci. E così Fabio, nonostante la giovanissima età, non si ferma un secondo, tra scuola, piste e lavoro. “La mia priorità è studiare e sciare. Non posso presentarmi a scuola senza sapere le cose, anche a costo di fare le ore piccole la sera prima per impararle. Sono un perfezionista, sia nello sport sia nella vita. Poi, certo, quando riesco mi fa piacere dare una mano a mia mamma nell’attività di papà. È una vita molto impegnativa, ma è quello che voglio fare. La determinazione e la dedizione sono le cose più importanti, devo fare al meglio quello che desidero fare, per me stesso prima che per raggiungere i risultati migliori”. Parole da sportivo di grandissima fattura, insomma.

Venendo al discorso meramente sportivo, per questo sportivo Fabio ha un obiettivo ben preciso in testa: Voglio entrare negli Osservati Nazionali, l’ultima categoria prima della Nazionale Maggiore di Sci. Per farlo devo necessariamente vincere il mio circuito attuale (l’NJR). E a quanto si è potuto vedere giovedì scorso il giovane sciatore cuneese lo sta anche facendo bene. La vittoria di Santa Caterina è stata, oltre che importantissima ai fini della classifica, di grande rilevanza a livello psicologico, perché Fabio ha battuto molti avversari molto più quotati di lui e con molta più esperienza alle spalle, con atleti anche di diversi anni più grandi. “Sto facendo quello che devo fare. Mi sento bene e forte, ma rimango sempre con i piedi ben piantati a terra. Questo è uno sport dove le cose cambiano in un attimo, bisogna continuare a lavorare con grande serietà e determinazione“. E migliorare è proprio l’obiettivo sul medio termine per Fabio, che è atteso da una stagione cruciale per la sua carriera, con i prossimi impegni in Val-Cenis che lo stanno già aspettando.

Abbiamo anche contattato telefonicamente Nicola Andreani, ex sciatore mantovano ed ora allenatore di Fabio, che ci ha dato un quadro più completo sull’atleta e sul ragazzo fuori dalla pista. “Fabio è sempre stato molto forte fisicamente, probabilmente in questo lo hanno aiutato i tanti anni di triathlon alle spalle. Inoltre è molto rapido e ha un’esplosività nelle gambe che lo rende un prospetto estremamente interessante“. Tra gli addetti ai lavori ci si chiede quale sia la sua dimensione ideale, ovvero se sia un “gigantista” o uno “slalomista”. Andreani in questo senso è molto chiaro: “Al momento lo definirei un gigantista, anche se sta lavorando anche molto sullo slalom. Il tasso tecnico elevato gli permette di poter davvero praticare qualsiasi disciplina in questo sport“. Ma la forza di Fabio risiede prima di tutto nella sua vita e nel suo carattere: “Fabio è un ragazzo molto serio, che pretende tantissimo da sé stesso. Vuole raggiungere i suoi obiettivi e non cessa mai di lavorare per raggiungerli, anche a costo di non fermarsi un attimo e senza lamentarsi mai. Il lutto che ha subito l’ha reso ancora più responsabile. Quando vince è felicissimo e quando perde certe volte si arrabbia e rimugina a lungo su ciò che è andato storto. Questo potrebbe anche essere un limite, a lungo andare, ma certamente dimostra quanto ci creda”. Di fronte all’ottimo risultato di giovedì scorso, poi, Andreani, da buon coach, non si esalta più di tanto: “Battere atleti con due o tre anni di esperienza in più sicuramente è stata una cosa molto positiva e rende più facile proseguire nel lavoro. Ma resta ancora molto da fare per arrivare ad altissimi livelli. Il segreto è non avere fretta: Fabio ha tutti i numeri per diventare un top assoluto, ma non deve perdersi per strada e continuare con questa serietà, estremamente difficile da trovare in un ragazzo di 17 anni. Siamo ottimisti, ma c’è ancora molto da lavorare e bisogna andare con calma“.

Dello stesso avviso anche Stefano Dalmasso, direttore tecnico dello Ski College di Limone Piemonte, dov’è cresciuto sportivamente Fabio. “Fabio è arrivato qui da noi cinque anni fa ed era già molto bravo, uno dei migliori della sua età. Scia da sempre e fisicamente è una bestia!” sono state le sue prime parole nell’introdurlo. Colpisce in modo particolare il modo con cui attacca la pista. È sempre determinato a vincere  e dimostra una tecnica molto buona, soprattutto da quando è entrato nella categoria dei giovani. È già adesso molto forte, ma ha ancora enormi margini di crescita. Anche a livello caratteriale, Dalmasso conferma le parole di Andreani: “Fabio non sta mai fermo, è un ragazzo di un dinamismo incredibile. Dopo la morte del padre ha avuto una reazione da campione in pista e da capofamiglia fuori, è maturato tantissimo. È sicuramente molto promettente e il futuro sembra roseo, ma non si può mai dire, nello sport. Alla fine quelli che vincono sono sempre pochi. Se c’è uno che può farcela, però, quello è il nostro Fabio!”.

La speranza è di vedere presto Fabio arrivare a gareggiare con i più grandi atleti del circuito internazionale. Ma Allasina non è solo un abilissimo e promettentissimo sciatore, ma la dimostrazione che la sempre bistrattata Generazione Z, quella dei giovanissimi, racchiude in sé molte risorse, con tanti ragazzi e ragazze che, in modi diversi, lottano con tutte le loro forze per realizzare i loro sogni, anche e soprattutto quando appaiono lontanissimi. In questo Fabio è sicuramente un modello.