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A tu per tu con la giovane cantante dronerese Adele Gertosio, finalista al Premio Mia Martini foto

Un viaggio alla scoperta dell'ultima esperienza della neoventenne e dei suoi obiettivi futuri

Adele Gertosio, 20 anni compiuti ieri, ha concluso una decina di giorni fa la sua esperienza al Premio Mia Martini. Era una dei finalisti. L’abbiamo incontrata per conoscerla meglio e farci raccontare della sua partecipazione a un concorso così importante.

Parlaci un pò di te e di come hai scoperto il mondo della musica. Io sono Adele, classe 2001, vivo a Dronero da sempre. Ho avuto la fortuna di nascere e crescere in una famiglia molto attaccata alla musica da sempre in quanto già mio nonno era musicista ed ha trasmesso la passione ai suoi figli. Mio padre è a sua volta musicista e con lui mi esibisco, siamo “Adele&Dad”, in serate di pianobar o cerimonie/matrimoni, mio zio è flautista diplomato al Conservatorio ed ho altre due zie cantanti. Insieme cantiamo in un ottetto di Dronero, “Vocaleight”. Mi sento molto fortunata ad esser cresciuta in una famiglia dove la musica è sempre stata la colonna sonora e infatti questo credo sia il motivo per cui sono così legata alla musica. Ho frequentato le medie ad indirizzo musicale iniziando a prender lezioni di chitarra e ho proseguito poi al Liceo Musicale Bianchi di Cuneo dove ho continuato con lo studio del canto e della chitarra e contemporaneamente prendevo lezioni di canto all’Istituto musicale di Dronero con l’insegnante ungherese Magda Koczka da cui prendo tuttora lezioni. Attualmente frequento Lingue all’Università ma continuo a coltivare la passione per la musica, vorrei studiare musicoterapia, al momento è un pò un sogno nel cassetto che ho.

Ricordi le tue prime esperienze? Ho iniziato a cantare a 5 anni, ma in realtà penso che cantassi anche prima ma non ho ricordi. La prima volta su un palco è stata appunto alla tenera età di 5 anni e da allora non ho più smesso, anzi è stato sempre un crescendo la mia voglia di esibirmi.

Quanto tempo dedichi alla musica e come riesci a conciliare gli impegni con lo studio o il lavoro e la vita privata? Non so quantificare il tempo che dedico alla musica, diciamo ogni volta che si può, a volte anche inconsciamente senza rendermene conto. Succede di dover metter da parte altri impegni proprio per la musica, ma non mi pesa, potessi studiare musica tutta la vita lo farei.

L’esperienza che ti ha emozionato di più fino ad oggi? Senza dubbio l’esperienza del Premio Mia Martini. Ha avuto un ruolo molto importante in questo periodo della mia vita prima di tutto dopo quasi due anni di stop in cui non si poteva far nulla, esibirci in pubblico, poter partecipare a Scalea e cantare davanti a un pubblico è stata una vera e propria rinascita.

A proposito di questa esperienza cosa ci può raccontare? Siamo stati 3 giorni insieme tanti artisti, tutti amanti della musica. Alla conclusione ci hanno comunicato chi sarebbe stato ammesso alla fase radiofonica, occasione per la quale bisognava presentare un brano inedito. La mia fortuna è stata, legata al destino, mentre cercavo qualcuno con cui scrivere un inedito, non essendo io cantautrice, in quei giorni la mia insegnante di canto si trovava a Rimini con una cantautrice e cantante riminese, Chiara Raggi. “Pura Nostalgia”, di Chiara appunto, è il brano inedito che ho prodotto con lei e registrato in studio e presentato per la fase finale del concorso. Il brano è stato scelto dalla commissione artistica e così sono stata ammessa alle finali. Sono molto felice sia per aver potuto vivere questa esperienza e altrettanto per l’incontro con Chiara e sono sicura che questo nostro percorso non sarà finito il brano Pura Nostalgia. Sono davvero felice di essere arrivata fino a qui, è stata un’esperienza che non dimenticherò. Ringrazio tutti coloro che hanno speso un po’ del loro tempo per seguire le dirette, tutti coloro che hanno speso belle parole per me e per questo brano, ringrazio i miei compagni di viaggio che hanno vissuto insieme a me questo percorso, ringrazio coloro che anche da lontano non hanno mai fatto mancare un messaggio di conforto, ringrazio infinitamente Magda Koczka che mi supporta da anni (e mi sopporta, nonostante la mia testa dura come il piombo), ringrazio Chiara (che tra poco mi blocca ovunque perché non ne può più dei miei continui ringraziamenti), ringrazio i miei genitori che mi hanno sostenuta e mi hanno accompagnata in questo viaggio.

Obiettivi da raggiungere? Per scaramanzia non mi piace svelarli. Cercare di rendere la musica la mia vita, fare della musica il mio lavoro. In questo momento è difficile ma è un obiettivo a lungo termine.

Cosa ti auguri per il futuro? Non mi spiace aspettarmi qualcosa per evitare delusioni. Mi auguro di trovare sempre persone che mi sostengano, credo in quello che faccio, nella musica, finché ci sarà qualcuno che crede in me sarò sempre soddisfatta, credo sia una cosa importante, mi basta questo. Più cose riuscirò a realizzare più sarò fiera.

Adele, neo-ventenne, giovane ma sa già il fatto suo. Sicuramente sentiremo ancora parlare di lei.